Si sta svolgendo la kermesse musicale tanto amata ed odiata dagli italiani e non mancano le polemiche dell’ultima ora, puntuali come le notizie. Sanremo è Sanremo, che tu lo ami o lo odi , fa sempre parlar di se. L’occhio dei media in quest’ultima ed unica settimana di un curioso febbraio con ventinove giorni ed un’eclissi lunare è tutto lì, nella regione ligure.. beati gli enti turistici.

Al comando, un Baudo più in forma e spiritoso che mai, in duplice veste conduttore – direttore artistico, affiancato dal giullare Piero Chiambretti; la coppia sembra essere il clone perfetto della simpatica gang Fiorello-Mike, il tutto contornato dalle solite vallette di turno, ma è ora di passare alla parte artistica: gli artisti e la loro musica. Molti i cantanti in gara nella 58°esima edizione del festival. Vecchie glorie che ritornano sotto i riflettori cercando sfogo, giovani famosi all’estero, ma sconosciuti nello stivale; “donne” ventunenni che cantano amori omosessuali sperando di divenire delle icone. I testi ritrovano tutti un pensiero logico-matematico, l’insiemistica; la musica è matematica: le denunce, le nostalgie, i sogni dei cantanti che rimpiangono i bei tempi passati, gridano “basta!”, cantano che siamo nell’inferno, ma chiedono amore e invocano tutti Dio, questi i temi comuni a tutti i cantanti in gara. Forse è davvero l’ora di ricostruire il palcoscenico dell’Italia; diciamola tutta, ci siamo un po’ tutti ritrovati catapultati in una canzone; i cantautori, loro, sono un po’ lo specchio di noi cittadini, tanto lontani dal potere che fa politica, quel potere che si mimetizza in una scenetta sanremese interpretata dal giullare Chiambretti in grado di tirare in ballo la sconsolata ma fedele Napoli con le sue masterizzazioni illecite… per continuare a mettere il dito nella piaga. Evviva Beppe Grillo, evviva la semplicità della musica! Perché Sanremo è Sanremo! Giulia Ciccarelli