Gli enormi problemi energetici che hanno torturato tante nazioni negli ultimi decenni e portato ad un progressivo impoverimento dell’Italia ci inducono ad affrontare quanto prima e nel migliore dei modi il problema ‘energia’.

Non è un caso che la Cina stia recuperando lo spaventoso ritardo economico e sociale con l’acquisto di grandi quote di prodotti energetici. Non è ancora un caso che l’Italia, soprattutto quella meridionale, stia pagando un prezzo altissimo per l’acquisto di prodotti energetici dall’estero ed i suoi cittadini si stiano impoverendo per l’alto costo del petrolio e suoi derivati e per la bassa competizione sui mercati mondiali. Tutta questa premessa si lega ai mostruosi disastri economici, ecologici e sociali che stanno devastando la Campania. La nostra Regione è diventata, fatta eccezione di qualche isolotto felice, un ‘grande immondezzaio’. Per decenni la ‘classe politica’ ha pensato ad occupare il bosco ed il sottobosco del potere, bruciando ricchezze e non producendone né nuove né durature. E la camorra ha ‘stranamente’ accresciuto i suoi ‘mercati’ ed il suo potere, mentre i cittadini hanno visto calare le possibilità di trovare lavoro,aprire imprese,far crescere l’agricoltura,espandere i commerci,valorizzare i beni storici,artistici e culturali inserendoli in efficienti circuiti turistici, come nelle zone del Centro-Nord d’Italia a basso condizionamento politico e malavitoso. La monnezza è ricchezza Fu uno slogan che lanciammo oltre 10 anni fa invitando gli amministratori locali ad impegnarsi e non perdere tempo. Abbiamo perso tempo, danaro, opportunità di posti di lavoro, qualità di vita, incentivi allo sviluppo economico ed al turismo, nonché la possibilità di ridurre malattie e mortalità. Perché? Per favorire quel mostruoso intreccio politica-affarismo sporco-camorra, ad arricchire i tanti lestofanti che si sono prestati a fare da cinghia di trasmissione tra il potere malavitoso ‘politico’ e quello criminale. Ancora oggi noi paghiamo per far ritirare i nostri rifiuti indifferenziati, molti dei quali allietano spazi cittadini abbandonati, aree di sosta di superstrade, le campagne, le sponde dei laghi e le rive dei corsi d’acqua, i Parchi naturali. Nelle altre Regioni d’Italia i rifiuti sono separati e ritirati per essere trasformati o utilizzati come carburanti, incentivando nuove imprese e producendo tanti posti di lavoro; sono diventati materia prima di ricchezza. Da noi i giovani scappano via per non diventare manovalanza di imprese malavitose. Chi deve interrompere questa spirale perversa? Tutti i ‘responsabili irresponsabili’ che occupano i posti di potere, dal livello regionale a quello locale, i vari carrozzoni clientelari nati per gabbare i cittadini e non servirli, nonché le tante filiazioni dell’Amministrazione Statale che non è riuscita a raddrizzare le storture locali (per i soliti timori reverenziali), ed una Magistratura ‘can che abbaia’. Il paradosso camorra. Vogliamo chiudere queste riflessioni pensando alla spaventosa e crescente incidenza di malattie e di morte nelle zone dove la camorra ha i suoi capisaldi. Nelle aree del Giuglianese e dei Mazzoni la Camorra ha fatto sotterrare nei decenni la più nefasta concentrazione di rifiuti tossici, cancerogeni e radioattivi. Tali veleni si sono trasferiti ai prodotti vegetali, agli animali ed agli uomini favorendo il più elevato tasso di malattie tumorali mai visto nelle nostre zone. In altre parole: mentre i ‘barbari-invasori’ hanno fatto la propria fortuna uccidendo i popoli sottomessi, da noi le bande camorristiche stanno devastando la loro terra natia, la stanno impoverendo, favorendo le peggiori malattie e la premorienza dei loro genitori, fratelli e sorelle, figli e nipoti.

Gennaro Mariniello Presidente Co. Sa. Dir. Ci. Aversa