L’agricoltura campana, pesantemente danneggiata dalla cosiddetta emergenza rifiuti non si arrende, anzi rilancia e guarda al futuro. Raffaele Garofalo, presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori Bufalini dice: ”Si avvicina sempre di più il momento per rilanciare tutti i prodotti della filiera bufalina campana, mozzarella, ricotta e carne, e tutti i prodotti dell’agricoltura di qualità della regione, sempre che si sia, sia pur con dei sacrifici importanti sui nostri territori, all’epilogo dell’emergenza rifiuti.”

Garofalo rimarca come: “Se tali condizioni ci sono o presto ci saranno, significa che è giunto il momento per presentare agli occhi del mondo, con un piano straordinario di comunicazione innovativa, una Campania sana e che produce, dove ben il 25% del territorio è protetto da parchi e riserve naturali, nei quali vive un’agricoltura di qualità in armonia con l’ambiente.” Garofalo, in particolare sottolinea: ”In questi ultimi giorni si susseguono i segnali delle autorità sanitarie ed ambientali che intendono rassicurare i consumatori sulla salubrità dei nostri prodotti: dal Ministro per la salute Livia Turco, al sottosegretario all’agricoltura Guido Tampieri è un coro: i prodotti della Campania sono sicuri.” E quelli della filiera bufalina lo sono ancora di più: ”Allevamenti e caseifici sono soggetti a controlli di ogni genere, i caseifici hanno sempre più spesso la certificazione ambientale, agli allevamenti vengono imposti limiti rigidi per il rispetto della normativa europea sui nitrati per evitare che possano inquinare il suolo.” Garofalo, inoltre, ricorda: ”L’Arpa Campania ha censito tutti i siti inquinati, sono 77 e rappresentano solo 0,1% del territorio regionale, e al tempo stesso il monitoraggio continua, ed esiste un sistema di allarme, grazie al quale, ove fossero rinvenuti inquinanti nel terreno o nell’erba altrove, verrebbe immediatamente attivato l’Istituto Zooprofilattico per il Mezzogiorno, al fine di disporre nuovi e più mirati controlli sulla salubrità dei prodotti di origine animale.”

Di red