Finalmente qualcuno si ricorda che ad Aversa e l’Aversano sono i luoghi dove viene prodotta la Regina dei formaggi, la Mozzarella di Bufala. Il deputato di Forza Italia Nicola Cosentino ha presentato una proposta di legge per l’istituzione del «Museo della mozzarella» ad Aversa. «Aversa – si legge nel testo – è riconosciuta, a livello mondiale, come città sede della produzione della mozzarella di bufala della Regione Campania, quindi deve essere destinata a sede del museo della mozzarella».

«La finalità dell’istituzione – dice Cosentino – è quella di dare la collocazione e il riconoscimento che merita, ad un prodotto famoso ed apprezzato in tutto il mondo. Per questo motivo, sarà opportuno raccogliere, (anche con acquisti e scambi con altri musei), catalogare ed esporre al pubblico materiale ed opere che si riferiscono alla mozzarella. Inoltre, promuovere e patrocinare iniziative, volte a valorizzare e far conoscere la produzione di questo prodotto regionale di inestimabile valore». E’ strano però che il parlamentare di Forza Italia preveda una spesa irrisoria per avviare questa istituzione, 6mila euro per l’anno 2007, e 3mila per i successivi, a partire dal 2008, tuttavia si legge in una nota: «Per la copertura finanziaria – conclude Cosentino – si può fare affidamento sulla corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento in conto capitale» Fondo speciale «dello Stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2007, utilizzando l’accantonamento relativo al ministero per i Beni e le Attività Culturali. A decorrere dal 2008, poi, si provvede ai sensi della legge 468 del 5 agosto 1978». In questi anni Aversa, anche a causa dell’inerzia dei mozzarellari locali, è stata progressivamente scippata di questa sua peculiarità, è stato creato un Consorzio per la tutela della Mozzarella di Bufala Campana, un entità che ha sede a San Nicola La Strada, una località casertana che non ha nemmeno mezzo caseificio, e che ritiene Campania anche delle località del Basso Lazio. Inoltre nella sua pubblicistica il toponimo Aversa è praticamente sparito.

Salvatore Pizzo