Il Consiglio Regionale della Campania ha esaminato parzialmente (fino all’art. 50) il disegno di legge che intende dare delle nuove regole in materia di lavori pubblici, di servizi e per quanto riguarda le forniture pubbliche. Tra le principali novità previste dal disegno di legge, ci sono l’istituzione di un osservatorio regionale sui contratti pubblici di intesa con gli Uffici territoriali del Governo e gli enti territoriali, per la tutela della legalità e per la lotta alla criminalità organizzata;

norme a tutela dei lavoratori, della sicurezza e della legalità del lavoro e contro il lavoro nero; l’istituzione, presso l’assessorato regionale ai lavori pubblici, dell’albo regionale dei colladautori; la programmazione triennale e l’elenco annuale dei lavori della Regione Campania, che vengono redatti dalla Giunta regionale. Il disegno di legge prevede, inoltre, la costituzione della consulta regionale sugli appalti e concessioni, la conferenza di servizi, il settore regionale delle opere pubbliche, l’archivio tecnico regionale degli appalti e concessioni, l’unità operativa per il controllo della sicurezza sui cantieri, l’unità regionale di finanza di progetto; la legge prevede anche il ricorso alle aste elettroniche nelle procedure aperte, ristrette o negoziate, nonchè i criteri di individuazione e di verifica delle offerte anormalmente basse. Su questo tema, il Consiglio ha approvato a maggioranza un comma aggiuntivo proposto dal consigliere Salvatore Ronghi, che prevede l’esclusione, da parte delle stazioni appaltanti, delle cosiddette offerte anomale. Già tutte belle cose, ma non basterebbe applicare bene le norme che già ci sono anziché fare un’altra legge che crea altri organismi con il rischio di creare l’ennesima inconcludente babele?

Di red