La presenza asfissiante della criminalità mette sempre di più in difficoltà la nostra economia, che di per se è storicamente in condizioni precarie. Quello che nell’indifferenza generale sta avvenendo in questi giorni alla Quality Sound di Giugliano è emblematico, una chiara fotografia di come siamo ridotti e senza che i pseudo politicanti locali facciano qualcosa.

I ladri hanno saccheggiato l’azienda, la produzione è rimasta bloccata e i 35 operai rischiano di andare in cassa integrazione. Domenico Domenicone, titolare della Quality Sound, che produce supporti audiovisivi, ha dichiarato alla collega Tonia Limatola del Mattino di Napoli: "Non ho intenzione di riaprire, non ci sono più le condizioni per poter fare impresa in questa terra di nessuno Ce l’ho messa tutta, ma le condizioni di insicurezza di questa zona, hanno finito col peggiorare la situazione". Un grido di dolore che nessuno vuole raccogliere, eppure quello della Quality Sound non sembra essere un caso isolato. "Siamo esasperati – dice l’imprenditore giuglianese Francesco De Maria – Ora le istituzioni ci devono dare ascolto o saremmo tutti costretti a chiudere le aziende, mandando a casa migliaia di operai". La Quality Sound ha aperto a Giugliano circa 6 anni fa, ha avuto un ruolo fondamentale nella produzione di film come "Aitanic" con Nino D’Angelo, poi "Annarè" con Gigi D’Alessio, e "Il Latitante" con Barbara Chiappini. Insomma un business che poteva reggere, ma la Camorra che taglieggia le attività, la cosiddetta micro criminalità che compie furti e rapine, gli sfigati che non sapendo cosa fare credono che investire significhi solamente realizzare complessi di quartini brutti distruggendo il territorio, l’ignoranza da parte di un pletora di analfabeti eletti nelle istituzioni, che non conoscono le potenzialità economiche offerte turismo culturale ed enogastronomico e non solo quello, sono un mix di sciagure che paghiamo a caro prezzo. Quello che è capitato a quest’azienda lo testimonia.

Salvatore Pizzo