A proposito di barriere architettoniche ve ne proponiamo una che è stata eliminata. Forse penserete che eliminare una barriera architettonica sia un fatto normale dal momento che c’è una legge specifica che obbliga a farlo, ma la barriera che di cui vi parliamo è davvero singolare, praticamente unica. Si tratta di un gradino alto circa cinquanta centimetri che impediva l’accesso ad un ufficio dell’Azienda Sanitaria a… bufali e cavalli.

Proprio così a bufali e cavalli perché il gradino di cui parliamo è quello che impediva l’accesso ad un ufficio veterinario dell’ex Asl Ce2 presente in uno stabile attualmente sede di un distretto sanitario. Oggi quell’ufficio veterinario non c’è più, ma c’è quanto fu realizzato per abbattere la barriera architettonica che rappresentava. Così come si fa per consentire di superare l’ostacolo delle scale a chi è su una sedia a rotelle creando uno scivolo, per favorire l’accesso a bufali e cavalli fu realizzato uno scivolo. Si tratta di uno scivolo in metallo, con un gradino iniziale di pochi centimetri e una serie di rialzi collocati per l’intera lunghezza, sistemati per tutta larghezza dello scivolo così da consentire il blocco degli zoccoli affinché l’animale non scendesse all’indietro, cadendo pesantemente a terra. Oggi che l’ufficio veterinario non c’è più lo scivolo per bufali crea imbarazzo e un pizzico di vergogna al personale che mette a confronto quanto fatto per cancellare le barriere architettoniche per gli animali e quanto non fatto per abbattere quelle che creano ostacolo agli esseri umani che devono accedere agli uffici del distretto.

ANTONIO ARDUINO

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