Lavevamo detto e non ci avete ascoltato. Quando qualche anno fa lex Texas Istruments di Aversa fu trasferita a Marcianise, e i lavoratori iniziarono a protestare per il mantenimento dei livelli occupazionali, dalle colonne di Nero Su Bianco fu suggerito che le proteste non dovevano essere fatte qui, ma a Sala Baganza in provincia di Parma dove abita Luigi Luppi, il patron della Oliit oggi in carcere per bancacarotta a fini distrattivi. Luppi era il patron (almeno sulla carta) di uno dei tanti marchi che nei vari strani passaggi di mano hanno interessato lunità produttiva, che un tempo aveva sede sulla Variante.
Andando a fare casino a Sala Baganza si sarebbe trasferita la protesta in unarea dove hanno origine certe dinamiche finanziarie, e non qui dove gli interlocutori sono dei personaggi che al massimo vanno a Roma per alzare la mano o poco altro, ma per fare certe cose ci vogliono attributi di un certo tipo, che mancano agli esponenti locali. Adesso, dopo che i buoi sono scappati si cerca di correre ai ripari, pubblicizzando in un certo modo a fini di mera di strumentalizzazione politica (solo locale) il lavoro che la brava collega Milena Gabanelli e giornalisti di Report hanno fatto, ricostruendo le vicende della ex Texas Istruments. I politici di Aversa, tutti, dovrebbero solamente zittire, loro intervengono sulla questione solo relativamente alla vicenda della licenza edilizia rilasciata qualche mese fa, il loro limite si ferma lì. Laffare si è svolto a nord di Roma, ma loro non sanno nemmeno arrivare a Teverola. Stando a quanto abbiamo visto dagli schermi di Rai Tre chi ha fatto davvero i soldi non abita qui, per adesso cè un suolo destinato a centro commerciale che vale circa 2mila euro a metro quadro, stima fatta per Report dal consulente finanziario Francesco del Franco. Un bellaffare per la famiglia Cesaro (forzisti di SanAntimo) che sembrano i legittimi proprietari dellarea. Tutti quelli che adesso sbraitano quando le compravendite balorde sono state fatte doverano? Al governo ci sono stati tutti, destra e sinistra. Report ha parlato dei contributi pubblici incassati dalla Finmek, che per prima ha rilevato lo stabilimento di Aversa. Soldi che dovevano servire per il mantenimento dei livelli occupazionali che non sono stati mantenuti. Dopo lacquisizione ci sono stati vari passaggi di mano, ma quelli che avevano un ruolo nelle aziende che acquistavano lex Texas erano tutti affini alla politica (quella che conta), tra questi sono da citare limprenditore Carlo Fulchier, ex consulente del Presidente del Consiglio Massimo DAlema (Ds) e Ilario Ferruccio Floresta, parlamentare di Forza Italia. Secondo la ricostruzione fatta dal giornalista Andrea di Stefano di Valori, nelle varie compravendite i passaggi di soldi erano ingenti nonostante laziende non producessero nulla e fossero in perenne crisi. Soldi che secondo il giornalista finiscono in società estere, che guardacaso hanno tutte conti presso un soggetto finanziario svizzero. Addirittura pare che avevano venduto il suolo ad una società con sede a Bologna dello stesso gruppo, e quindi si autopagavano un affitto di 100milioni al mese. Alla fine di tutti i passaggi finanziari si arriva al crack della Finmek, che dopo aver rilevato aziende decotte in tutta Italia, attraverso Banca Intesa ha collocato un prestito obbligazionario da 150milioni di euro, un bond che non ha onorato. Un altro crack miliardario, un fiume di soldi sul quale indaga la Procura di Padova. Ad Aversa è rimasta una bella licenza che alimenta, chissà perché, il dibattito politico, e tanti cassintegrati di cui nessuno si cura.
Salvatore Pizzo