Durante la seduta consigliare di martedì 17 Settembre ho ricordato la figura di Don Giuseppe Puglisi, ammazzato a Palermo il 15 settembre 1993 da Cosa nostra. E’ una persona che è giusto ricordare in tempi di crisi come questi: crisi morale, etica, politica, ambientale, dove sembra sia stata spazzata via anche la speranza per un mondo migliore.
Il suo anniversario sembra sia passato inosservato dalle istituzioni che pensano a traccheggiare lontano dai problemi dei cittadini; cittadini che vogliono avere dei punti di riferimento per la tutela dei propri diritti, della propria salute, del proprio ambiente.
Sono sicuro che sia anche per questo che i media locali non hanno minimamente accennato a tale commemorazione evidenziando per contro vari particolari talvolta inutili della seduta del Consiglio cittadino.
Don Puglisi si sentiva obbligato in prima persona nel donare un pezzo del proprio impegno quotidiano per gli altri proprio come dovrebbe fare ogni politico, indipendentemente dal colore di appartenenza. Egli è l’immagine di un profondo senso di umanità e di responsabilità civica.
Tolse dalla strada ragazzi e bambini che, senza il suo aiuto, sarebbero stati risucchiati dalla vita mafiosa, e impiegati per rapine e spaccio.
Da decenni la mafia non agisce solo a livello locale in alcune regioni del nostro paese, non agisce solo nel racket, nella droga e nella prostituzione, ma ha invaso tutti gli ambienti della società del nostro bel paese. E’ presente nel mondo finanziario, nella usura prestando soldi agli imprenditori e sostituendosi di fatto alle banche, nella lavorazione del cemento, nelle cave di ghiaia che in tante città, anche del nord Italia, non vengono controllate, nei lavori pubblici, nella speculazione edilizia e nel consumo indiscriminato del suolo spesso illegittimo in tante città, anche del nord Italia.
Sta ad ognuno di noi cercare di portare avanti il suo messaggio nella vita quotidiana di politici, di lavoratori, di cittadini.
Che paese straordinario, il nostro: titoli sui giornali anche per persone che cercano visibilità magari dopo essere stati condannati per bancarotta fraudolenta e nessuna riga per cittadini che rendono orgogliosi di essere italiani.
Fabrizio Savani, consigliere comunale M5S Parma
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