Sono circa 700 gli anziani sul territorio dell’Asl di Aversa che soffrono di disturbi della memoria e del comportamento, e, tra questi, un quarto della cifra totale è affetto da Alzheimer. Il dato è stato reso noto dalla stessa Asl, che per questi utenti ha fatto sapere di aver posto in essere:

“L’innovazione dei budget di cura, e che quindi possono contare su terapie e assistenza personalizzate”. In merito a questo particolare tipo di utenza, ogni azienda sanitaria era stata invitata dalla Regione a stilare un calendario con iniziative di divulgazione. In quest’ottica per venerdì al centro diurno per l’anziano fragile di San Cipriano di Aversa l’Unità di Cure Domiciliari Integrate con l’ospedale, (coordinamento assistenza anziani e coordinamento attività medico territoriali) diretta da Luigi Caterino, è stata organizzata una giornata sul tema “Ho lasciato le chiavi in frigo… che strano! – Alzheimer, 100 anni dopo, ancora tanto da capire”. Nella mattinata vi sarà un incontro-dibattito tra familiari e operatori del settore per discutere di aspetti riabilitativi, ma anche per gettare le basi per la costruzione di una rete nell’ambito di un percorso di continuità assistenziale. Nel pomeriggio, alle 17.30, è invece prevista una festa danzante per favorire la socializzazione. L’Asl ha fatto sapere che presso il centro coordinato da Cinzia Aiosa, si stanno già sperimentando con successo vari progetti quali quello incentrato sulla diagnosi e cura della demenza e della patologia dell’anziano fragile. In questo senso è al lavoro un’equipe composta da geriatri, psicologi, educatori, fisiatri, terapisti della riabilitazione. Fondamentale anche il filo diretto con le famiglie dei pazienti. Gli operatori del centro offrono, oltre all’assistenza di vari livelli, consigli per rendere meno problematica la vita quotidiana di un anziano affetto da Alzheimer. Anche l’arredamento della casa può favorire e aiutare quel minimo di autonomia residua di chi spesso ha vuoti di memoria, perdita di orientamento. L’equipe consiglia, quindi, cartelloni colorati per indicare le varie stanze dell’abitazione, oppure colori diversi per le porte, punti luce sufficienti dal momento che la penombra può provocare stati di rabbia e aggressività, ancora, mobili con gli angoli smussati, eliminazione di tappeti e quanto altro possa determinare un intralcio alla deambulazione. Molto proficui anche i contatti con le badanti, spesso straniere, alle quali vengono illustrati i modi più idonei per relazionarsi a questo tipo di pazienti.

Di red