La burocrazia ministeriale che affligge la Pubblica Istruzione non ha limiti, ogni giorno pprendiamo una novità: ieri il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera di un docente, Francesco Finotti, che chiamato ad essere commissario d’esame per la “bella” cifra di 1,30 euro lordi, ha raccontato che se avesse voluto chiedere quell’emolumento (pseudocompenso) al Ministero, avrebbe costretto gli uffici ad inviare una “copiosa e complessa”, tato che l’impiegata gli ha rivolto una “benevola supplica” a non farlo. Un chiaro esempio di sadismo burocratico, questi funzionari che organizzano in queto modo il lavoro perchè vengono tenuti al loro posto?

Di essepi