Tre persone sono state arrestate per l’omicidio di Francesco Verde, detto ”O’ negus’, capo del omonimo clan che tuttora imperversa a Sant’Antimo. In carcere sono finiti: Pasquale Puca, detto ‘Pasqualino ‘o minorenne’, 44 anni, il nipote, Ferdinando Puca, 22 anni, e Vincenzo Marrazzo detto ‘Enzuccio l’elettrauto’, 44 anni. Verde fu ucciso a Casandrino il 28 dicembre del 2007.
La Direzione distrettuale Antimafia, coordinata dal procuratore aggiunto Franco Roberti, ha precisato che gli indagati sono stati arrestati "senza l’apporto di alcun collaboratore di giustizia". Nell’agguato fu ferito anche Mario Verde detto ”O’ tipografo’. L’omicidio sarebbe stata la risposta a quando accaduto un anno prima, sempre a Casandrino, dove i killer avevano tentato di uccidere Antonio Marrazzo, fratello minore di Vincenzo Marrazzo arrestato all’alba di oggi dei militari, e capo di un clan avverso a quello dei Verde. Ha spiegato il coordinatore della Dda Roberti che "da un lato ha inciso l’esigenza di Vincenzo Marrazzo di vendicarsi per l’agguato ai danni del fratello, evidentemente ritenuto ascrivibile al clan di Francesco Verde, dall’altro l’esigenza del clan capeggiato da Pasquale Marrazzo di sbarazzarsi di un pericoloso concorrente per la gestione delle attività illecite nella zona di Sant’Antimo, Casandrino e Grumo Nevano". Per compiere il delitto si erano alleati i Clan Puca e Marrazzo. Gli inquirenti ritengono che Marrazzo per compiere il suo disegno, approfittò di un permesso premio concessogli in occasione delle feste natalizie dalla casa di lavoro di Sulmona (L’Aquila) dove era rinchiuso. Successivamente fu trasferito ad Isili in Sardegna, da dove quale evase fuggendo da una finestra con delle lenzuola arrotolate dopo avere segato le sbarre. Marrazzo e uno dei due Puca erano già dietro le sbarre per altri fatti.