Hanno varcato i confini nazionali le sculture dello scultore santarpinese Roberto Di Carlo. Diversi presepi, alcuni Maccus e svariate Sfinge sono state inviate in Romania nell’ambito del gemellaggio che ha portato alcune classi della locale Scuola Media in terra rumena. Di Carlo è un vigile urbano amante dell’arte e della storia atellana, i suoi lavori riprendono i temi, le forme, la costruzione di quelli della grande tradizione partenopea del ‘700 e dell’800.

Ma negli ultimi anni la propria evoluzione artistica l’ha portato a confrontarsi con i personaggi, i paesaggi e le opere della millenaria tradizione atellana, numerose delle quali ancora presenti a mo’ di viva testimonianza in lungo ed in largo sul territorio santarpinese. Non a caso celebre è stato il Castellone realizzato non più tardi di cinque anni or sono, mentre più recenti sono le riproduzioni in miniatura del simulacro del protettore della cittadina dell’agro: Sant’Elpidio Vescovo, della chiesa madre del paese dedicata sempre al santo di origine africana, del celeberrimo miracolo dell’inizio del 1800. Ma nella sua ultima produzione il Di Carlo è andato ancora più indietro nel tempo e nella storia riproducendo in statuine di terracotta i quattro personaggi principali delle Fabulae Atellane. Un’opera di ricerca approfondita che l’ha portato ad accantonare per il momento il Maccus più tradizionale (quello per intenderci enormemente grasso, il cui originale è custodito al Louvre di Parigi), per “riprendere” quello delle origini raffigurato in una statuina a tratti stilizzata ritrovata nel 1827 a Roma ed attualmente conservata al Metropolitan Museum di New York. Insieme a questa “versione” di Maccus il Di Carlo ha riproposto anche i vari Pappus, Dossenus e Macco. “Ho voluto in questo modo- dichiara l’artista santarpinese- proseguire nella mia personale ricerca artistica nella storia atellana, e cercare al tempo stesso un’evoluzione soggettiva che ho pensato di trovare solo affrontando sfide nuove. E proprio per continuare lungo questo percorso che è mia intenzione in futuro cercare di realizzare sculture in legno di arte sacra, ispirandomi a modelli della tradizione barocca e neoclassica”.

Di red