Amo Napoli visceralmente e la detesto con la medesima passione, la conosco e la vivo ogni minuto della mia giornata anche ora che vivo lontanissimo, è la parte di me che vorrei non aver mai avuto e quella che alla fine fa di me quello che sono davvero. Mi commuovo ogni volta che vedo il golfo affacciato dalle ringhiere di via Catullo e mi indigno con lo stesso calore quando vado ad Aversa da mia zia Mariolina e non vedo un filo d’erba che sia uno nel raggio di un chilometro, in un paesaggio degno della peggior Bombay.
Sono queste le parole che recentemente ha scritto sul suo sito Ivan Scalfarotto, il manager 40enne che si era candidato alle primarie del centro sinistra per designare la leadership delle ultime politiche. Scalfarotto, che è manager di un grosso istituto di credito vive a Mosca, tuttavia sinteressa attivamente della politica italiana ed in questi giorni è salito nuovamente alla ribaltà delle cronache perchè insieme a Luca Sofri ha lasciato Imille, movimento garibaldino di under 40 vicino al entro sinistra, per appoggiare la candidatura di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico. Parole che si commentano da sole, una fotografia istantanea di ciò che ha prodotto la politica dei quartini nellAversano, immobili sopravvalutati e che in queste condizioni del resto non valgono una cicca, quelli che li hanno comprato sono convinti di aver fatto laffare della vita sono caduti nella trappola vanesia di possedere a qualunque costo un quartino, per molti è stato segno di conquista sociale, non si rendono conto che hanno contribuito alla barbarie.
Salvatore Pizzo