maestri patrizia censuraContinua ormai da 19 giorni il pesante restringimento delle libertà sindacali per i dipendenti pubblici che lavorano a Parma e nel parmense. Nell’indifferenza della politica continua a permanere il controllo e la schedatura delle loro opinioni. Un fatto che potrebbe propagarsi in tutta Italia. L’unica ad esprimersi della vicenda, e lo ha fatto solo dopo una quindicina di giorni dal progredire del clima sovietico che si respira nella provincia emiliana, per adesso è stata la deputata Pd Patrizia Maestri, ex segretaria generale della Cgil di Parma, che incalzata dalla giornalista Silvia Bia del fattoquotdiano.it, ha detto:

“In tanti anni di lavoro al sindacato non mi sono mai trovata di fronte a una situazione del genere. Si tratta di un provvedimento anomalo e antisindacale che riguarda solo Parma e di cui a Roma non eravamo al corrente. Cercherò di avere chiarimenti dal ministero dell’Economia e dalla Ragioneria di Stato”. Come oramai è noto il Ministero dell’Economia, per il tramite della Ragioneria dello Stato, per ritenere valide le iscrizioni sindacali pretende che queste siano controfirmate dai dirigenti degli uffici in cui le persone lavorano. Un controllo preventivo che fa a cazzotti con lo Statuto dei lavoratori (legge 300/70), con la Costituzione, con il recente Dpr che regola il comportamento dei dipendenti pubblici. Tutto ciò solo a Parma, ma a quanto pare potrebbe essere l’avvio di una nuova moda.
s.p.
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