censura   Oggi è il ventunesimo giorno di emergenza democratica a Parma, i partiti politici continuano a tacere complici, sull’ordine che il Ministero dell’Economia (Ragioneria dello Stato) ha dato lo scorso 15 gennaio a tutti i dirigenti pubblici di controfirmare i moduli di adesione sindacale, o la revoca dell’iscrizione, di tutti i dipendenti pubblici.

 

Solo i sindacati del comparto scuola stanno reagendo a questa illegale imposizione che ha catapultato un pezzo d’Italia in un clima da Unione Sovietica. Oggi Gilda Unams, Cisl Scuola, Uil, Flc Cgil e Snals Confsal formalizzeranno una richiesta di incontro al Prefetto di Parma. La scorsa settimana hanno incontrato il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale ma è stato un vertice interlocutorio, non ha portato a nulla di concreto. Intanto continua a fare spallucce la politica, locale e nazionale, tranne una dichiarazione di disappunto rilasciata al fattoquotidiano.it dalla deputata Patrizia Maestri (Pd), tutti tacciono complici, eppure siamo di fronte ad un fatto di una tale enormità che è difficile stare zitti: un ufficio periferico del Ministero dell’Economia che si permette di disporre un atto di controllo di questo tipo, imponendolo anche al Prefetto, al Questore, al Presidente del Tribunale al Procuratore della Repubblica, al Presidente della sezione del Tar a tutti i Sindaci e nessuno parla.
Salvatore Pizzo

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Di red