pd Da oltre dieci giorni a Parma è stata istituita la schedatura ed il controllo delle adesioni sindacali dei dipendenti pubblici, come avviene in una qualsiasi dittatura. Per adesso un provvedimento, unico nel suo genere, che è stato adottato, e chissà perché, solo nella provincia emiliana. Ad insultare in questo modo la libertà sindacale dei singoli è un atto ufficiale del Ministero dell’Economia per il tramite della locale Ragioneria dello Stato, l’ufficio al quale vengono notificate le adesioni sindacali da parte delle varie organizzazioni, affinché venga applicata la trattenuta sullo stipendio, ma dal 15 gennaio nulla sarà ritenuto valido se non controfirmato dal capo dell’ufficio in cui gli aderenti lavorano.

Per adesso ad urlare il loro sdegno ed il rifiuto per questa novità inquietante sono solo gli stessi sindacati, nessun politico né locale, né nazionale è intervenuto. A Parma sono eletti anche due parlamentari, entrambi del Pd, il senatore Giorgio Pagliari e l’onorevole Patrizia Maestri (che è un ex segretaria della locale Cgil), nemmeno loro hanno detto nulla per adesso. Eppure una decisione di questo tipo presa in un territorio che esprime due parlamentari di maggioranza, entrambi del Pd, senza che questi lo sapessero prima è grave e fa riflettere, magari potrebbero averli informati prima senza che loro reagissero, se così fosse sarebbe altrettanto grave. L’unica certezza che arriva dalla politica è un silenzio – assenso che certamente dovrà essere tenuto in considerazione sia dai dirigenti sindacali, sia da quanti si vorrebbero schedare.

https://www.facebook.com/pages/Occhio-Su-Fidenza-Parma/202451576519330

{fcomment}

Di s.p.