Il presidente nazionale dell’Unione Proprietari Trotto (Upt) Francesco Gragnaniello, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport di ieri: “Occorre chiudere l’Ippodromo. E’ triste doverlo chiedere alle autorità di ordine pubblico ma la situazione è totalmente fuori controllo, e non solo io a farlo ufficialmente ma gli stessi driver e allenatori che hanno raggiunto un livello non più sopportabile (…)”. Gagnaniello, che rappresenta la più importante organizzazione di imprenditori ippici, deve però chiare se vuole anche che le giornate di corse assegnate ad Aversa siano assegnate ad altri ippodromi, o che rimangano in carico al Cirigliano che dovrà riprendere le attività in condizioni di sicurezza, ci pare strano che non chieda più sicurezza ma la chiusura dell’impianto.

Se la situazione dovesse essere quella di dare ad altre realtà le corse di Aversa, saremmo di fronte allo sciacallaggio interessato messo in atto strumentalizzando il dramma del territorio aversano. Intanto le categorie ippiche si sono messe in sciopero è mercoledì salterà la giornata in programma nella struttura aversana. Intanto per lo stesso giorno è stato convocato un tavolo tecnico, al quale è stato invitato anche il Ministero dell’Interno per trovare una soluzione, speriamo ragionevole, al problema. Irragionevole ci è sembrata la sospensione di alcuni driver, se sono vittime di minacce perchè sospenderli? Questo enigma ha contribuito a provocare l’astensione ed il conseguente blocco delle corse, perchè dovrebbero correre se dopo le minacce la giustizia sportiva li sanziona? A chi giova questa ambiguità? L’unire e la sua giuria che ha preso questo provvedimento assai discutibikle dovrebbero dare delle risposte.

Salvatore Pizzo