Il consociativismo della politica contro gli insegnanti e le figure che lavorano nella scuola è totale: gli oltre 132mila licenziamenti previsti dai ministri Tremonti e Gelmini, ripercorrono in maniera più pesante quello che aveva fatto il precedente governo di centro sinistra, il governo Prodi ha prodotto norme che hanno determinato l’espulsione dalla scuola di circa 20mila docenti.A questa politica che affama migliaia di famiglie ed indebolisce pesantemente la scuola pubblica sembra essersi associata anche l’Udc, “l’opposizione di centro”, che poco o nulla sta facendo per ostacolare il mastodontico piano triennale di licenziamenti, mascherati da mancati rinnovi contrattuali, di personale che da anni lavora a tempo determinato. La prima tranche di docenti ed amministrativi che verranno lasciati a casa sarà di ben 42mila persone, un numero enorme che lascia impassibili i politici. In merito a questa catastrofe sociale l’Udc in questi giorni ha dato il meglio di se: il deputato di Parma Mauro Libè, attualmente candidato alla presidenza della provincia parmense, si è dichiarato favorevole alla chiusura delle piccole scuole di montagna che dalle sue parti sono molte, come se fosse normale che dei bambini piccoli la mattina si sveglino all’alba (in pieno inverno ed in montagna) per arrivare in sedi scolastiche lontane decine di chilometri dai paesi in cui vivono, senza contare la riduzione di personale che si andrebbe a determinare. Prima di lui, sempre in Emilia Romagna, un’altra uscita degna di nota l’ha fatta il suo collega di partito Gianluca Galletti, ha criticato la magistratura che ha archiviato le denunce a carico dei docenti della scuola “Longhena” di Bologna, per protesta non avevano resa efficace la valutazione numerica agli alunni delle scuole elementari imposta da alcuni funzionari, il parlamentare si è dimenticato che le norme che disciplinano questa “novità” non sono ancora vigenti, i regolamenti attuativi non sono stati ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Un’amnesia che in merito alla determinazione di questa scuola bolognese ha colpito anche Pier Ferdinando Casini, anche lui vuole che si rispetti la legge, peccato che essa ancora non c’è.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo