Mentre i sindacati ritenuti più rappresentativi, Cgil Cisl e Uil, fanno comunicati “esprimendo il loro dissenso” rispetto alla mancata tutela dei titoli e dei diritti acquisiti da 300mila professionisti del comparto scolastico qualcuno che ha il coraggio di scioperare c’è. Uno sciopero che questo giornale al quale questo giornale si associa, anche contro i sindacati troppo amici del governo. La Cgil ha due ministri e tre sottosegretari,è forza di governo quindi è corresponsabile delle prese di posizione che vengono prese, e quella agli insegnanti è stata una pugnalata a tradimento visto che si tratta di persone che notoriamente votano di più seguendo le indicazioni, sempre dello stesso colore, date dal sindacato di Epifani.

La Gilda degli Insegnanti e lo Snals hanno indetto uno sciopero generale dei docenti per il prossimo 7 dicembre e, provocatoriamente (ma non tanto), la stessa Gilda si augura che nel dibattito sulla Finanziaria un senatore a vita voglia sostenere le ragioni della Scuola, come ha fatto per l’Università il premio Nobel Rita Levi Montalcini ottenendo un’inversione di tendenza. Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, ha detto: “Non è possibile restare ancora inerti nei confronti degli esiti parlamentari relativi alla finanziaria che vedono una dura realtà di pesanti tagli sulla scuola a fronte di investimenti del tutto insufficienti”, ha giudicato molto grave “la mancata approvazione, da parte della Camera, dell’emendamento che doveva evitare la cancellazione delle graduatorie permanenti dei precari a partire dal 2010/2011”. La Gilda ha anche detto per quanto riguarda il rinnovo contrattuale “le prospettive di un’apertura delle trattative appaiono ancora remote, nonostante siano trascorsi ben 11 mesi dalla scadenza del contratto di lavoro”. Lo Snals, il sindacato autonomo dei lavoratori della scuola, parteciperà allo sciopero nazionale proclamato dalla Confsal. «Diciamo no al contratto beffa sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil, allo 0,4% di aumento del rapporto tra alunni e docenti che di fatto si traduce con il taglio di 50.000 posti di lavoro e al trattamento davvero ingiusto riservato ai precari – dice il segretario nazionale Marco Paolo Nigi – Mi riferisco in particolare a quei 60.000 docenti non di ruolo le cui speranze di un futuro migliore saranno azzerate quando nel 2010 le graduatorie permanenti verranno abolite». Una roba che a leggerla fa piangere decine di famiglie, che gente. Dice Nigi: «Questo è da vedersi e comunque non risolve il problema del precariato. Perchè accanto ai 60.000 che restano fuori (attualmente i docenti precari storici sono circa 210.000) bisogna sommare altri 90.000 provenienti dal turn over. E forse qualche migliaio in più visto che alla fine del 2007 entra in vigore lo "Scalone Maroni" e dunque molti docenti che hanno raggiunto i 35 anni di servizio potrebbero essere invogliati ad andare in pensione prima». Nigi rispondendo ad un giornalista ha detto che lo Snals è contrario al contratto: «Perchè non porterà nessun incremento di denaro ai nostri stipendi. Si tratta di ottanta euro lordi che corrispondono all’incirca a 50 euro ma spalmati in tre anni. Davvero un bel salto di qualità». Eppure, a leggere le dichiarazioni del segretario della Cisl Scuola Francesco Scrima, questo contratto era ritenuto la priorità rispetto all’abolizione delle permanenti. Dice lo Snals: «Sulla questione del reclutamento dei docenti noi da sempre proponiamo le lauree abilitanti. I corsi abilitanti a 2000 e 3000 euro di adesso sono una vergogna». Già ma facciamo salvi i diritti acquisiti.

Salvatore Pizzo