Gli esponenti di tutti i partiti ammettono che è uningiustizia lidea di eliminare, dal 2010, le graduatorie permanenti da cui si attinge in personale scolastico da impiegare sia temporaneamente che a tempo indeterminato, peraltro questo senza fare salvi i diritti acquisiti dalle migliaia di professionisti interessati, eppure lo hanno scritto nella finanziaria approvata alla Camera. Venerdì a Parma abbiamo posto la domanda ad Enrico Morando ed ad Abetina Soliani (nella foto):
il primo è il senatore diessino presidente della Commissione Bilancio e relatore di maggioranza della finanziaria, la seconda, senatore dellUlivo, è componente della commissione Istruzione del Senato ed è ex Sottosegretario alla Pubblica Istruzione. La Soliani ha asserito che questa noma è stata richiesta dal Tesoro, perché sarebbe gravoso per il bilancio dello stato continuare ad alimentare il precariato, quindi la colpa di questa norma ordinamentale e non di bilancio sarebbe del Ministro Tommaso Padoa Schioppa. Questi intelligentissimi pensatori come ritengono di dover sostituire il personale in maternità o in malattia, chiudendo le scuole? A questo nessuno da una risposta. La senatrice ha detto di averlo spiegato anche al Ministro dellIstruzione Fioroni, luomo che con unabile tecnica comunicativa ogni giorno interviene sul bullismo, contribuendo a mantenere alta lattenzione su questo problema, coprendo così leventuale attenzione dei media sulla drammatica situazione in cui dal 2010 si vogliono far precipitare migliaia di professionisti. Albertina Soliani ha garantito che in commissione Istruzione presenterà lemendamento correttivo, in cui si chiede il mantenimento delle graduatorie fino al loro esaurimento e non fino al 2010, anche Morando ha parlato di correzione della norma ordinamentale. Una soluzione che le lobby universitarie ispiratrici di questa norma non vogliono e con i loro sodali nella politica faranno di tutto per mantenerla. vogliono mettere le mani sul reclutamento degli insegnanti, prima perché così fanno soldi con corsi a pagamento e poi perché è un potere.
Salvatore Pizzo