Ieri si è svolto lo sciopero generale della scuola italiana indetto da Snals – Confsal, Gilda e Cobas, invece Cgil, Cisl e Uil non hanno partecipato, loro preferiscono la linea soft, del resto essi sono parte integrante di questo governo. I sindacalisti della cosiddetta triplice, nonostante siano uomini navigati nel loro settore, nei giorni scorsi hanno sbagliato a convocare uno sciopero: lo hanno proclamato per lunedì senza rispettare i sette giorni di distanza da quello di oggi, tanto da provocare la diffida della Commissione di garanzia, quindi lo hanno sostato a giovedì. Il loro sciopero è comunque soft, la prima e l’ultima ora di servizio.

In una nota della Gilda, si legge: “Siccome è del tutto incredibile che dei navigatissimi sindacalisti ignorino le norme sulla regolamentazione del diritto di sciopero, appare evidente che la volontà è stata, sin dall’inizio, quella di promuovere un’azione di protesta semplicemente virtuale. Da subito è apparso chiaro che l’unico sciopero “reale” dei Confederali è stato quello indetto (in alleanza con l’ANP – Associazione Nazionale Presidi), per i presidi incaricati a sostegno di una discutibile sanatoria. Se aggiungiamo le nomine, sempre più frequenti, ai vertici dell’Amministrazione per meriti politici e sindacali, allora il quadro diviene veramente sconfortante”. La rivendicazione principale degli insegnanti e degli amministrativi è quella che il Senato modifichi la legge nella parte in cui si prevede la cancellazione delle graduatorie permanenti dei precari. Dal 2010 si vuole cambiare il sistema di reclutamento senza fare salvi i diritti acquisiti, l’iter per correggere quest’aberrazione già votata dalla Camera è a buon punto, ma bisogna essere vigili affinché l’imboscata inserita nella finanziaria non si consumi definitivamente. I Cobas della scuola hanno dichiarato: “Anche lo Snals e Gilda, dopo mesi di passività di fronte ad un Fioroni che prosegue il morattismo, hanno promosso lo sciopero. E’ invece inutile e solo preoccupato di non disturbare il “governo amico” lo sciopericchio di un’ora convocato da Cgil-Cisl-Uil per il 14 dicembre”. Intanto anche il Ministro Giuseppe Fioroni (nella foto) sembra essersi avviato verso un’inversione di tendenza, dopo aver definito “personale di risulta”, i professionisti dell’istruzione che non sono assunti a tempo indeterminato, ieri dopo aver confermato l’intenzione di correggere la norma fatta passare alla chetichella alla Camera, trasformando le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, ha affermato: “Dire che si tratti della più grossa sanatoria dei parcheggiatori dei nostri figli è falso", ha affermato sottolineando che "i precari sono professionisti con tutte le carte in regola. Porsi domande sulla loro capacità significa porsi interrogativi tardivi. Ora si tratta di riconoscere un diritto a chi spesso insegna da decenni e ha fatto corsi di abilitazione e di specializzazione. Al di là dei numeri spaventosi delle graduatorie i precari veri che aspettano una risposta sono una parte minoritaria". Una sorta di scuse indirette che non possono sicuramente gradite dai diretti interessati. Il ministero della Pubblica Istruzione ha calcolato che i precari autentici, cioè coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato, ma vengono assunti per un anno o anche da settembre a luglio, siano al di sotto dei 230.000 su un totale in graduatoria di 799.000 docenti. "Una minoranza – ha sottolineato il ministro – all’interno di graduatorie permanenti polivalenti, cioè rispondenti a bisogni e desideri diversi". Salvatore Pizzo