In via Kruscev a Villa di Briano, al confine con Casal di Principe, su scava alla ricerca di rifiuti tossici interrati come fu indicato negli anni ’90 dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, il primo pentito dei casalesi, cugino di Francesco detto Sandokan, il capo dei capi della camorra casertana. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico, coadiuvati dai militari di Mondragone, dagli uomini dell’Agenzia per l’ambiente e dagli agenti della Forestale, hanno esaminato a lungo il terreno, anche con apparecchiature in grado di rilevare tracce di radioattività, per verificare l’eventuale contaminazione della falde acquifere. La zona degli scavi, un terreno di proprietà privata, si trova non lontano da Casal di Principe, la roccaforte dei casalesi, lungo la strada statale 7Bis che collega Nola a Villa Literno. Un’area che già negli anni Novanta fu passata al setaccio alla ricerca di rifiuti pericolosi. All’epoca non fu trovato nulla ma i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno deciso di esaminare di nuovo il terreno con strumenti e tecniche più moderni che, effettivamente, avrebbero riscontrato alcune anomalie nella composizione del terreno. Secondo i pentiti Roberto Vargas e Francesco Della Corte, ex fedelissimi di Nicola Schiavone (primogenito del boss Francesco detto Sandokan), sarebbe stato utilizzato negli anni ’90 per interrare rifiuti tossici.
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