Ad Aversa e in tutto il territorio normanno la messa in onda su Canale 5 della serie televisiva “Il Clan dei Camorristi” ha prodotto una sfilza di polemiche riguardanti l’utilizzo di nomi fittizi cautelativi, che sottolineano tuttavia l’appartenenza all’aversano. “Castello di Aversa” il nome di fantasia adoperato per identificare il centro della vita camorristica e “L’Aversano” il titolo della testata letta nella serie dai boss, mettono in risalto problematiche appartenenti al territorio focalizzandole però nell’immaginario collettivo sulla sola città di Aversa.
Sul piede di guerra il sindaco della città normanna Giuseppe Sagliocco, alle prese con la procedura per il risarcimento dei danni subiti all’immagine cittadina. Molti aversani pur apprezzando il telefilm si chiedono del perché siano stati camuffati comuni come ‘Casal di Principe’ e ‘San Cipriano di Aversa’ optando per nomi di fantasia che vanno decisamente a discapito della propria città. L’interrogativo lascia tutti perplessi e la paura di essere additatati e mostrati a tutta Italia come centro propulsivo della malavita, crea non poco disappunto.
Analogo problema è stato riscontrato dopo la messa in onda della IV puntata dall’associazione per la promozione e il rilancio del Territorio Aurunco “Generazione Aurunca”, che ha deciso di muoversi affinché siano garantite misure di tutela per la località turistica balneare. Nella puntata in questione, trasmessa venerdì 22 Febbraio, sono state infatti riscontrate una serie di violazioni a discapito del decoro e dell’immagine dell’area rivierasca, che sorge a cavallo tra il Comune di Sessa Aurunca e quello di Cellole. La frazione di Baia Domizia è stata citata ripetutamente nel telefilm ed è stata utilizzata per delineare fatti, come la strage degli extracomunitari, avvenuti in altri luoghi opportunamente tutelati mediante l’utilizzo di denominazioni irreali. L’associazione richiede una serie di misure atte a mitigare il danno subito, che mette di fatto a repentaglio la riuscita della prossima stagione balneare. Le segnalazioni sono state inviate alla Taodue, casa produttrice, e all’emittente televisiva Mediaset, con la richiesta di risarcimento attraverso uno Spot da divulgare sulle Reti Mediaset in occasione dell’inizio della Stagione Turistica 2013, e la rettifica degli errori di attribuzione mediante un comunicato stampa ‘riparatore’.
L’idea condivisa sembra essere che, se la decisione della casa produttrice era quella di adottare misure cautelative utilizzando nomi artefatti, occorreva farlo con più decisione senza riferimenti dannosi a contesti reali.
Ester Pizzo
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