Doveva partire ieri (venerdì) il processo d’appello a Pasquale Zagaria detto “Bin Laden”, fratello del capo del Clan dei Casalesi Michele Zagaria, che regge le sorti dell’organizzazione insieme ad Antonio Iovine “O’Ninno”, ma per un intoppo procedurale l’udienza è slittata al prossimo dicembre. Si tratta del filone che riguarda la colonna parmigiana del Clan dei Casalesi, tra gli imputati c’è anche l’immobiliarista parmense Aldo Bazzini, in primo grado condannato a 3 anni e 4 mesi, dando a Parma il poco lusinghiero primato di aver avuto (per adesso) il primo imprenditore settentrionale condannato per Camorra. L’indagine riguarda fatti che sarebbero avvenuti nel biennio compreso tra il 2004 ed il 2006.
Una tranche del processo relativo agli affari del Clan dei Casalesi in Emilia, in particolare di quelli che sarebbero avvenuti a Parma, si è conclusa già lo scorso luglio con un colpo di scena, si tratta di uno stralcio del processo, quello riguardante gli imputati che non hanno scelto il giudizio abbreviato, ha portato all’assoluzione del capo del Clan dei Casalesi Michele Zagaria, latitante da 14 anni, e del nipote Filippo Capaldo, già noto per questioni parmigiane visto che è stato condannato a 13 anni, poi ridotti a 8 in appello, per l’affaire Camorra e Parmalat. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha ritenuto non provato il loro ruolo diretto nel trasporto di 500mila euro in contanti da Casapesenna a Parma, avvenuto nel 2004 una notte tra una domenica e un lunedì. Soldi che sarebbero serviti al fratello del boss Pasquale Zagaria, che per questa vicenda è stato già condannato a 8 anni e 10 mesi in primo grado, servirono, secondo le accuse, per l’acquisto dell’immobile ex Mondadori a Milano, tutto avveniva a Parma perché nella città emiliana gli Zagaria hanno legami con gente del posto. Coloro che hanno scelto il giudizio abbreviato e che adesso dovranno essere giudicati in appello, tra loro anche oltre ad Aldo Bazzini, sono Francesca Linetti figlia della sua compagna, condannata in primo grado ad un anno con la pena sospesa. Le altre condanne oggetto del ricorso in appello sono: 7 anni e 4 mesi a Michele Barone; 7 anni a Massimiliano Caterino; 2 anni e 4 mesi a Salvatore Della Corte; 3 anni 6 mesi ad Aniello Diana; 3 anni a Giuseppe Di Matteo; 7 anni e 11 mesi a Michele Fontana; 5 anni e 4 mesi a Pasquale Fontana; 1 anno e 4 mesi mesi a Vincenzo Fontana; 2 anni e 4 mesi a Giuseppe Fusco; 3 anni e 6 mesi a Biagio Ianuario; 4 anni a Salvatore Nobis; 2 anni e 2 mesi ad Attilio Pellegrino; 4 anni e 10 mesi ad Antonio Santamaria. Hanno precedentemente patteggiato il figlio di Aldo Bazzini, Andrea (2 anni), la compagna dello stesso Bazzini Annamaria Errante (1 anno e 4mesi).