Parte il primo sciopero della fame
Il mondo della scuola sta vivendo l’inizio del terzo anno consecutivo del processo di smantellamento che ciascuna parte della politica italiana, per diversi aspetti responsabile, gli sta infliggendo. Sono già 97mila 200 i posti di personale docente e non docente che sono stati soppressi nello scorso anno scolastico ed in quello che sta per iniziare, ma non è ancora finita: altri 23mila 800 contratti di assunzione non saranno rinnovati a settembre del 2011. Il tutto per un totale di 131mila 841. Questi numeri corrispondono a classi in meno, meno ore di scuola e ad aule stipate all’inverosimile, con bambini svantaggiati senza gli appoggi particolari di cui avrebbero diritto. “Inoltre – ci ricorda Brunello Arboreo del Comitato Precari della Scuola – ogni unità lavorativa in meno corrisponde ad una famiglia, troppo spesso monoreddito, che si trova a non avere più quell’unico stipendio che consentiva il mantenimento di una minima dignità di vita”. Stanno spingendo all’esasperazione padri e madri di famiglia che devono affrontare le contingenze quotidiane (dal mutuo, alle bollette, alla spesa alimentare) senza più alcun reddito per soddisfare tali necessità primarie. L’inizio di quest’ennesimo anno drammatico lo si sta avvertendo già in questi giorni, a Palermo un docente, Salvatore Altadonna, e un collaboratore scolastico, Pietro di Grusa, dal 16 agosto hanno iniziato lo sciopero della fame.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo