Siamo seduti su una fabbrica di soldi e questi ignoranti che si credono “masti” la distruggono con un’edilizia selvaggia che produce quartini brutti e la inquinano smlatendo illegalmente i rifiuti. Le nostre produzioni agroalimentari, il nostro patrimonio artistico, la nostra enograstronomia sono beni non clonabili, ma gli ignoranti che sono al vertice dell’istutzioni, sia camorristiche che ufficiali dello Stato, non se nè rendono conto e cercano di fare qualche soldo (pochi milioni di euro, a fronte da una ricchezza che potrebbe essere eterna con il turismo e la vendita dei prodotti),

mettendo in piedi traffici di illeciti di rifiuti e speculazioni edilizie. L’ultima inchieta giudiziaria l’operazione "Chernobyl", in meteria di rifiuti ha provocato 38 arresti ed il sequestro di quattro impianti di depurazioni, uno anche ad Orta di Atella, sversavano nel terreno i residui dell’attività di depurazione. Le accuse formulate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sono quelle di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi e disastro ambientale. Il volume d’affari è stato stimato in oltre 7,5 milioni di euro, un milione srebbero le tonnellate di rifiuti illegamente smaltite. Dei veri stragisti che iquinavano colture ed acqua che mangiano e bevono anche i loro fgli, per fare soldi si vendono l’anima. Trovavano anche della gente ch in cambio di qualche soldo, gli “prestava” i propri fondi per fargli sotterrare i veleni. La Regione Campania ed il Comune di Villa Literno hanno fatto sapere che stanno valutando l’opportunità di costituirsi parte civile nel processo. Questi i nomi degli arrestati: Gaetano Ferrentino, 42 anni, di Roccapiemonte; Giulio Ruggiero, 46 anni, di Angri; Felice Maria D’Alessio, 50 anni, di Battipaglia; Domenico Ferrentino, 46 anni, di Roccapiemonte; Michele Staiano, 36 anni, di Scafati; Carmine Calvanese, 41 anni, di Salerno; Romualdo Guarracino, 44 anni, di Albanella; Vito Carrano, 28 anni, di Eboli; Rosario Pinto, 47 anni, di Capaccio; Giovanni Pomposelli, 40 anni, di Capaccio; Franco Lettieri, 51 anni, di Buccino; Pellegrino Cerino, 23 anni, di Battipaglia; Biagio Di Gruccio, 26 anni, di Teggiano; Angelo Di Candia, 66 anni, di Teggiano; Achille Petito, 45 anni, di Lucera; Carmine D’Addona, 48 anni, di Lucera; Antonio Piserchia, 58 anni, di Santomenna; Antonio Agizza, 47 anni, di Napoli; Giuseppe Adamo, 47 anni, di Napoli; Giacobbe Scotto di Carlo, 30 anni, di Monte di Procida; Alfonso Santoro, 51 anni, di Napoli; Giuliano Castiglia, 34 anni, di Quarto; Giustino Tranfa, 40 anni, di Ceppaloni; Amabile Pancione, 28 anni, di Benevento; Gennaro Commodo, 44 anni, di Villaricca; Giuseppe Ucciero, 38 anni, di Castelvolturno; Ludovico Ucciero, 61 anni, di Villa Literno; Mark Joseph Bongiovanni, 29 anni, di Castelvolturno; Ferdinando Mattioli, 49 anni, di Ceppaloni; Antonio Esposito, 57 anni, di Quarto; Giovanni Marandino, 29 anni, di Capaccio. Francesco Dal Poggetto, 41 anni, di Capua; Raffaele Pianese, 65 anni, di Giugliano; Angelo Caravecchio, 41 anni, di San Giorgio a Cremano; Vincenzo De Vizia, 69 anni, di Montefusco; Pietro Vario, 38 anni, di Montefusco.

Tutto ciò non l’avremmo pouto scrivere se fosse i vigore il disegno di legge Mastella, impropriamente detto “legge sulle intercettazioni telefoniche”, in realtà esso dispone che non si possa parlare delle inchiete fino alla fine dell’udienza preliminare, cioè dopo almeno un anno. 

Di red