Suor Carolina Iavazzo, religiosa aversana, storica collaboratrice di don Pino Puglisi, il sacerdote assassinato dalla Mafia nel quartiere palermitano di Brancaccio, da sempre impegnata ad operare in contesti ad alta emergenza mafiosa non solo in Sicilia, ma anche nella locride, lunedì è stata ospite a Sacconago (Varese), dove è intervenuta nel corso incontro pubblico organizzato dall’Associazione "E adesso ammazzateci tutti".

Busto Arsizio è nota in Sicilia come "Gela Due", anche lì ci sono attività economiche costrette a versare “l’obolo” alla Mafia. Suor Carolina ha detto: «Sono nata dove c’è la camorra, sono stata poi a casa della mafia e della ‘Ndrangheta, mi manca solo la Sacra Corona Unita. A Brancaccio la mafia era nell’aria, la gente la vedevi che si chiudeva dietro le imposte, come nei film». Parlando di don Pino Puglisi ha detto: «Era un sacerdote aperto, per lui l’altare fu non uno scudo, ma strumento per aprirsi ai poveri e agli ignoranti, gli sfruttati dalla mafia». Suor Carolina ha ricordato quando gli chiese se non temesse di esporsi troppo. «Cosa potranno mai farmi, più che uccidermi?» rispose lui. «Padre Puglisi morì, ma non invano, tanti mafiosi sono morti come lui, ma è la vita, non la morte, che fa la differenza. Ci sono tre strade, e la peggiore, forse peggio ancora di quella del male, è quella grigia dell’indifferenza. Bisogna schierarsi dalla parte del bene, non farsi gli affari propri in pantofole, mentre il mondo muore della nostra indifferenza. Padre Puglisi morì per mostrarci la via della libertà: perchè solo chi è libero può fare del bene». Parlando della sua esperienza calabrese, suor Carolina Iavazzo ha detto: «Dei pezzi grossi locali volevano finanziare il nostro centro – in cambio di voti, s’intende. Abbiamo detto di no”, ha poi concluso, “Anche i mafiosi hanno bisogno di un sorriso sono come animali feriti, che aggrediscono per non essere aggrediti. Insegniamo che la vita può essere fiducia nell’altro e in sè, che l’abito firmato potrà anche sembrare un must, ma la firma più in è quella di Dio, che quello che si accumula su questa terra si perde, ma i tesori accumulati nel cuore restano».

Di red