Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità ha rilevato un’incidenza più elevata di tumori e ha evidenziato i rischi prodotti dall’inquinamento in Terra dei Fuochi.
I dati indicano un aumento dell’incidenza dei tumori nell’area pari pari al 10 per cento rispetto alla media italiana, con picchi preoccupanti per alcuni tipi di neoplasia. Il dato peggiore riguarda i bambini da 0 a 1 anno per i quali posto 100 l’indice d’incidenza dei tumori del Snc, registra (1996-2000) un indice 228.
Gaetano Rivezzi, presidente Isde Napoli, afferma: «Dopo questo rapporto anche il più “prudente” tra gli addetti ai lavori dovrà convenire che occorre far scattare un processo di prevenzione primaria, che non è solo vaccinare ma biomonitorare queste popolazioni, fare medicina e pediatria d’iniziativa».
Rivezzi fa anche notare: «Che vivono nella Terra dei Fuochi due bambini su tre con tumori del Snc come glioma e glioblastoma, la cui incidenza cresce con il degrado ambientale. Altri studi condotti da noi di Isde in Campania, di “biomonitoraggio”, attestano relazioni tra concentrazioni di diossina e policlorodifenoli nelle donne gravide in relazione alla distanza da fonti presunte d’inquinamento ambientale, il crollo degli spermatozoi nei maschi, i metalli pesanti nei cordoni ombelicali. A fronte dei nostri dati, per anni ci siamo andati scontrando con il negazionismo di alcuni epidemiologi locali. Ci sono aree dove la falda è inquinata e 2 anni fa vi furono 6 mila roghi legati allo smaltimento illegale di rifiuti. Dove arriva una segnalazione che rimanda al nesso causa-effetto, questo andrebbe preso in considerazione».
Proprio per monitore la pericolosità dell’inquinamento nella “Terra dei Fuochi” e sui suoi effetti sulla procreazione, è nato anche il progetto di ricerca EcoFoodFertility, ideato e coordinato da Luigi Montano, responsabile dell’ambulatorio di Andrologia della Asl di Salerno, che collabora con il Cnr e con diversi centri di ricerca e universitari nazionali ed internazionali. L’obiettivo è quello di studiare il liquido seminale di uomini adulti per valutare il grado di contaminazione della popolazione in questa zona, con lo scopo di elaborare programmi innovativi di prevenzione.
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