In queste ore sono in corso numerose perquisizioni in diverse regioni italiane da parte del Gico della Guardia di Finanza di Venezia. Sono più di 30 gli indagati, che secondo gli inquirenti sarebbero coinvolti nel traffico di armi destinate a Paesi africani dove sono in corso scontri armati.

Il traffico riguarda in particolare proprio la vendita di componenti di aerei, elicotteri e fucili mitragliatori. Dalle indagini è emerso il coinvolgimento del clan dei Casalesi, esponenti del gruppo criminale avrebbero, infatti, instaurato contatti con ambienti del terrorismo internazionale.

 

Nell’inchiesta della Dda di Napoli, condotta dai pm Catello Maresca e Maurizio Giordano, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, nata poco più di un anno fa seguendo le tracce di un imprenditore vicino all’ala Bidognettiana del clan dei Casalesi, si contesta l’associazione finalizzata al traffico internazionale di armi e al reclutamento di mercenari. Le indagini hanno avuto un’accelerazione nelle ultime settimane e sono concentrate su un’organizzazione che si occupava anche dell’arruolamento di mercenari. Da quanto è emerso il Paese maggiormente coinvolto è la Somalia, ma le armi arrivano anche in Nigeria, Libia, Sudan e in Armenia. Dalle perquisizioni effettuate tra la Campania, il Lazio, il Veneto e il Piemonte è venuta fuori una rete internazionale che vede coinvolti tra gli altri ex ambasciatori, mediatori d’affari ed ex militari.

Nel corso delle perquisizioni sono state trovate tracce di armamenti tipo mitragliatori, cannoncini e armi leggere e sono stati sequestrati computer e file. Ora gli inquirenti stanno cercando di scoprire la rete dei canali di trasporto, nello specifico si cerca di capire da quali porti partiva la merce e come arrivava a destinazione, visto che le armi sono in larga parte di fabbricazione italiana.

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