(17 agosto) Trenitalia ha sospeso il macchinista Dante De Angelis, perché sarebbe stato colpevole di aver diffuso dichiarazioni lesive per l’azienda (a capitale pubblico) e sarà il Tribunale a decidere se questo e vero oppure no, ma se Trenitalia è così puntigliosa verso un dipendente, ci si domanda perché certe decisioni non vengono prese anche nei confronti di funzionari che determinano delle situazioni paradossali, arrivando ad esasperare gli utenti:

è il caso della Campania, in alcune ore del giorno in un capoluogo di provincia come Avellino è impossibile acquistare un biglietto ferroviario. Si pretende che i viaggiatori si muniscano prima, potrebbe andare bene quando la faccenda riguarda i pendolari, sanno le usanze imposte dai capi locali delle ferrovie e si possono attrezzare per tempo, ma chi non è del capoluogo irpino e si trova a prendere il treno magari la domenica pomeriggio, si trova di fronte ad un comportamento vessatorio: la direzione regionale di Trenitalia pur non vendendo i biglietti in nessun posto, pretende di sanzionare il viaggiatore con un verbale da 60 euro perché sprovvisto di biglietto. La stazione di Avellino, una delle poche in Europa, è sprovvista di biglietterie automatiche ed anche se lo fosse, va detto che i biglietti ferroviari dei treni regionali campani non sono vendibili attraverso le biglietterie automatiche, troppo lusso. Far vendere i biglietti al personale viaggiante, come avveniva fino a qualche anno fa sembra impossibile, a quando il licenziamento di chi decide in questo modo?

Salvatore Pizzo