Per i pendolari del nostro territorio che ogni mattina sono costretti ad andare a Roma per lavorare sta per arrivare un’altra stangata, dal primo novembre Trenitalia cambierà il sistema di tariffe che penalizza chi viaggia da una regione all’altra, anche se in tratti brevi. Su tutti i treni del trasporto regionale saranno applicate le tariffe stabilite per legge da ciascuna regione, anche quando il viaggio inizia in una regione e termina in un’altra,

n pratica per il tratto campano sarà applicata la tariffa campana e per il restante quella laziale, prima invece si attuava una tariffa nazionale che rimane valida sui treni che non sono classificati “regionali”. Si legge in un comunicato di Trenitalia: «Dal primo novembre non sarà più consentito utilizzare i biglietti e gli abbonamenti a tariffa nazionale per viaggiare da una regione a un’altra sui treni regionali, ma occorrerà essere in possesso dello specifico abbonamento». Con il vecchio sistema recarsi da Roma ad Aversa costava mensilmente 89 euro, mentre da novembre costerà 97,90. Insomma si tratta di un aumento silenzioso, mascherato da una diversa applicazione del sistema tariffario già esistente, che nel silenzio dei politicanti del nostro territorio si abbatte sui più deboli. Nessun politicante aversano ha chiamato Trenitalia almeno per tentare di proporre una convenzione ad hoc.