Il Clan dei Casalesi dopo l’arresto di Setola ricorda che bisogna comunque versare il “regalo dei carcerati”
L’arresto di Giuseppe Setola e delle persone che in questi anni lo hanno supportato sembra non aver cambiato nulla nella nostra zona, il Clan dei Casalesi per far capire alla gente che non è il caso di cantare vittoria ha lanciato un chiaro messaggio: un ordigno esplosivo e’ stato ritrovato in un cantiere edile a Trentola Ducenta, in via Cottolengo, proprio nei pressi del covo da cui Giuseppe Setola era fuggito qualche giorno prima dell’arresto, anche lì dove le forze dell’ordine sono intervenute in maniera massiccia il clan ha fatto mandato a dire che bisogna versare comunque il “regalo per i carcerati”. La bomba e’ stata rinvenuta da agenti del commissariato di polizia di Aversa, era stata accesa anche la miccia ma fortunatamente si è spenta prima impedendo l’esplosione. Intanto ieri (martedì) il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, insieme al capo della Polizia Antonio Manganelli, al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu e al comandante della Guardia di Finanza Cosimo D’Arrigo ha ricevuto i carabinieri che hanno arrestato Setola ai quali è stato consegnato un riconoscimento. Tra gli altri erano presenti il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, il Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, il Procuratore Capo della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo e il Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Franco Roberti.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo