Il Tribunale di Ravenna ha rinviato a giudizio un 68enne di Cesa, che vive a San Lazzero di Savena (Bologna), con lui anche un napoletano di 62 anni che vive a Portomaggiore (Ferrara), entrambi sono accusati di aver spillato 30mila euro al parroco della chiesa ravennate di Sant’Antonio. L’accusa è quella di sostituzione di persona e truffa in concorso.
L’inizio del processo è stato fissato per il prossimo 24 giugno. Stando agli inquirenti uno dei due si sarebbe spacciato per medico, l’altro per un imprenditore svizzero. Il finto medico avrebbe contattato il sacerdote sostenendo che gli doveva consegnare alcuni oggetti religiosi ed un libretto di risparmi con 5mila euro che appartenevano a sua sorella morta. Per questo sarebbe stato fissato un appuntamento nell’ospedale di Ravenna, dove il sacerdote avrebbe incontrato “causalmente” anche il finto imprenditore svizzero, che lo avrebbe avvicinato spiegando che era lì perché cercando un certo dottor Martinelli che aveva salvato suo padre durante la guerra e che gli doveva donare 80mila euro, ma una volta giunto sul posto aveva scoperto che era morto. A quel punto avrebbe deciso di destinare la somma al religioso, purchè a dimostrasse di avere un conto bancario per ricevere la donazione. Con questa scusa i due presunti truffatori avrebbero accompagnato il prete in banca inducendolo a prelevare 30mila euro, che poi sarebbero spariti. sp

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