Gli stranieri arrivano ad Aversa per visitare i luoghi cimarosiani e i tesori artistici, ma lo schifo è tanto che scappano via. Per questo la nostra economia è povera. Noi aversani siamo di mentalità balorda.
Gli episodi clou dell’estate turistica avesana sono stati caratterizzati dall’accoglienza da cani che abbiamo saputo dare ai turisti stranieri, anzi è da meravigliarsi che ne siano arrivati visto che non facciamo niente per attirarli. Una vergogna di cui noi emigranti aversani certamente riusciamo ad avvertire, lontano dalla terra natia ogni tanto incontriamo qualcuno che ci rinfaccia di essere nati in uno scrigno pieno di tesori che però viene gestito come se fosse una fogna, se non peggio. Il popolo aversano lamenta mancanza di reddito e lavoro e poi, pur essendo seduto su una miniera d’oro non fa nulla per farla fruttare e valorizzarla, esprime una classe dirigente degna di una tale popolazione. Oramai è chiaro noi aversani abbiamo una marcia in meno al resto del mondo. Quando non ce la facciamo diamo la colpa alla Camorra, che certamente c’è ma che riusciamo a superare quando si tratta di realizzare appartamenti che distruggono il territorio, e non servono per la ricettività turistica quindi al modo per fare soldi. In pochi giorni ne abbiamo messe tre in fila una più balorda dell’altra: una famiglia tedesca derubata persino di un cagnolino; una comitiva austriaca, venuta ad Aversa per visitare i luoghi cimarosiani, che dopo aver visto lo spettacolo malconcio in cui versa la nostra millenaria città sono scappati via. Volevano visitare il Duomo che era chiuso, la casa di Cimarosa che è messa come tutti sanno, non c’erano luoghi dove chiedere informazione, era domenica quindi tutto chiuso. Lo stesso è capitato per quanto riguarda la chiesa arabo normanna di Santa Maria a Piazza, quella dell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum, per il Complesso di San Francesco e per l’Annunziata. Sono passati per piazza Vittorio Emanuele, dove hanno potuto notare i rifiuti galleggianti nella fontana e che erano disseminati in ciò che resta delle aiuole. L’ultima è la polemica di questi giorni ad relativa ad un punto d’informazione turistica che si sta per aprire davanti alla stazione, il terzo che si avvia in città, ma anch’esso affidato a volonterosi studenti, quindi destinato ad essere aperto quando capita. Questa è l’Aversa che ci meritiamo.
Salvatore Pizzo