Spett. direttore, mi rivolgo con amarezza a qualche concittadino che ha simpatie neoborboniche. Mi viene da pensare che coloro che si ritengono secessionisti o tali probabilmente avevano dei pessimi voti in storia ma, battute a parte, è importante ricordare che mentre il feudalesimo nel nord fu abolito durante il medioevo addirittura in Europa ancora prima dell’Italia settentrionale, nel sud Italia invece continuò a sopravvivere ed era il peggiore dei feudalesimi:

quello dei normanni. Fu abolito grazie al sacrificio dei tanti intellettuali napoletani, aversani e di tutto il regno che lottarono per l’istaurazione della Repubblica Napoletana fu quest’ultima ad iniziare il progetto di riforme che prevedeva l’abolizione del feudalesimo poi fu proseguito da Giuseppe Buonaparte I e conclusa da Murat. È non furono certamente i Borboni o il Regno delle due Sicilie ad abolirlo al contrario quando ritornarono repressero col sangue gli oppositori. Fu allora che i casali di Aversa divennero dei comuni indipendenti una decisione che se presa da noi italiani, questo importante territorio non avrebbe subito la frammentazione attuale ma poteva rappresentare una media grande città, che avrebbe potuto risolvere gli attuali vuoti amministrativi derivanti all’attuale eccessiva divisione che lo ha rovinato. Se poi si vuole guardare al passato per migliorare il futuro non si potrà che apprezzare la Repubblica Napoletana e il vento rivoluzionario della Francia di allora. Come dice il Prof. Lupo (Università di Palermo) dietro il secessionismo meridionale ci sono sempre state le mafie. Emarginare chi ha strane idee senza che ci sia una ragione di fatto in ogni modo resta la strada da seguire. Viva l’Italia!

da Cittadino Aversano

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