Avviata la procedura per il vincolo sul Borgo di Casapozzano.  C’è chi vuole distruggere patrimoni inestimabili

E’ stato avviato il procedimento per porre il vincolo dei beni culturali sul Borgo di Casapozzano, porta la data del 16 maggio la missiva inviata al Sindaco di Orta di Atella dal Soprintendente ai Beni Culturali con la quale si comunica l’inizio della procedura. Qualcuno anziché portarci i turisti vorrebbe fare dei quartini. La notizia è stata diffusa da Legambiente, attraverso una nota firmata dal presidente locale Antonio Pascale. Si legge: «L’imposizione del vincolo dei Beni Culturali rappresenta un importante segno di attenzione verso le istanze della società civile da parte delle istituzioni. Il problema è che le istituzioni locali, quelle cioè che dovrebbero essere più vicine ai cittadini e al territorio e molto spesso sono le meno attente agli allarmi provenienti dal territorio». La richiesta di porre il vincolo fu fatta da Legambiente il 23 ottobre 2007, per evitare la cementificazione che la solita cultura quartinara che pervade l’ambientino politico locale facesse l’ennesimo danno. Legambiente inviò un esposto-denuncia alla Soprintendenza Regionale ed al Nucleo Regionale dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale. Il vincolo dovrebbe riguardare l’intera piazza, i cui palazzi «sono da considerarsi cornice unica e caratterizzante del contesto urbano in cui il castello è insediato». Lo scorso 25 ottobre fu sequestrato anche un cantiere nell’area del Borgo, questi politici anziché fare in modo che arrivino turisti a portare soldi, pesano solo ai quartini, che tipi che sono, distruggono beni che valgono milioni o miliardi di euro, per un “piccolo” rapido realizzo: case brutte come quelle che solo nella nostra zona sanno fare. Il progetto edificatorio che è stato bloccato prevedeva, al posto del vecchio edificio che ospitò la storica "Osteria dell’Antica Atella" – come ancora si legge sull’insegna sbiadita in travertino incastonata nel tufo della parete dell’edificio che si affaccia alla piazza- e dei palazzi vicini, un nuovo palazzone a più piani, con decine di appartamenti. Roba assurda, per qualche milioncino di euro, avrebbero distrutto un tesoro. Il complesso di Casapozzano è nel cuore dell’area Atellana, un binomio che in altre mani frutterebbe soldi a getto continuo, ma queste classi dirigenti dei nostri luoghi sono capaci di fare solo tante case, per certi i quartini sono totem, che facessero degli alberghi che servono. Il Castello di Casapozzano fu dichiarato nel 1987 sito di interesse culturale. Dice Pascale: «Non finisce qui, passare dalla tutela e salvaguardia alla promozione e valorizzazione: questa è la vera sfida!». Auguri.

Salvatore Pizzo