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La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web: www.carlocapone.it e-mail: caponart@alice.it. Il testo è scritto da Antonio Marino. Didascalia sotto il ritratto: “Vincenzo Caianiello con dietro l’Auditorium a Lui dedicato”.

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Vincenzo Caianiello

(Il costituzionalista)

La vita di Vincenzo Caianiello, del quale tratteggiammo la figura in questo pezzo, è stata come una pianta rigogliosa che ha dato ottimi frutti.

Rampollo di una rinomata famiglia, ha visto la luce ad Aversa il 2 ottobre del 1932 distinguendosi prestissimo per le sue non comuni doti intellettive.

Ereditate in parte (insieme al sentire) dal padre Pasquale, valente avvocato civilista e noto antifascista, che è annoverato tra i fondatori del Comitato di Liberazione e della Democrazia Cristiana aversana.

Partito che abbandonerà nel 1952, quando il figlio Vincenzo frequentava l’Università, per la fermezza del suo atteggiamento che lo mise in conflitto con la Chiesa locale.

In questo clima è vissuto e si è formato Vincenzo Caianiello che, dopo aver ultimato gli studi classici nella città natìa, entrò nell’Ateneo napoletano laureandosi brillantemente in Giurisprudenza il 14 luglio 1954.

Aveva da poco compiuto i ventidue anni quando nel 1955, per concorso, mise piede nella Pubblica Amministrazione evidenziandosi per l’attaccamento al lavoro e le sue capacità professionali.

Che lo portarono, un anno dopo, ad entrare prima nella Magistratura ordinaria e in breve tempo, sempre per concorso, a passare alla Corte dei Conti.

All’età di trentatré anni, nel 1965, entrò a far parte del Consiglio di Stato percorrendo celermente tutti i gradini fino a divenirne, una volta cessate le sue mansioni, Presidente onorario.

Stimato Docente universitario presso la celebrata “Luiss” di Roma, dove ha insegnato diritto amministrativo, ha lasciato moltissime pubblicazioni di grande interesse giuridico, alcune ancora oggetto di consultazione e di confronto.

Cresciuto il suo prestigio, nel 1986 venne nominato giudice della Corte Costituzionale mettendosi in luce, e decisamente, per le centinaia di decisioni formulate ed adottate che recavano la sua firma.

Un lavoro scrupoloso, scientificamente rilevante e sodo, che lo portò il 27 febbraio 1995, alla nomina di vice-presidente e sette mesi dopo, il 7 settembre del 1995, a quella di Presidente della Corte Costituzionale, carica che onorò degnamente.

Iscritto all’albo degli avvocati di Cassazione e membro onorario del Comitato napoletano dell’Istituto Studi Filosofici, Vincenzo Caianiello nel 1996 venne chiamato a far parte (cessata la sua carica di Presidente della Corte Costituzionale) del governo Dini che gli affidò il Ministero di Grazia e Giustizia.

Questo delicato quanto alto e pesante incarico lo mise un po’ – come suol dirsi- nell’occhio del ciclone per alcuni suoi pareri espressi, con limpida competenza, su diverse questioni nazionali tra cui il conflitto di interessi e lo scandalo dei passaporti nel calcio.

La morte lo colse in Roma improvvisamente il 26 aprile 2002, sottraendolo per sempre all’affetto dei suoi e di quanti lo conoscevano e lo stimavano.

Questo nel momento che la stampa lo dava, da indiscrezioni ricevute, come nuovo presidente della Rai.

Quasi tre anni dopo la città di Aversa, riconoscendolo tra i cittadini più meritevoli, consegnava alla moglie Chiara Vitagliano un premio alla sua memoria dedicandogli successivamente il nuovo Auditorium comunale.

Va sottolineato che Vincenzo Caianiello, per un buon trentennio, ha collaborato alle maggiori Riviste giuridiche italiane rimanendo vari saggi del suo sapere autorevole.

Di Lui è stato scritto che era uno spirito libero, animato da ideali repubblicani scaturiti dal Risorgimento, che era fedele ai valori di uno Stato laico fondato sul diritto come ordine certo per garantire ai cittadini tutti l’uguaglianza, la giustizia e la libertà.


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