Cresce l’allerta sanitaria lungo il litorale giuglianese. Nelle ultime ore, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord ha confermato la positività al virus dell’Epatite A in alcuni campioni di mitili allevati a Varcaturo. La notizia ha fatto scattare immediatamente i protocolli di sicurezza, portando alla luce un focolaio che conta già 76 casi accertati nel territorio di competenza dell’azienda sanitaria.
Per arginare la diffusione del contagio, le autorità sanitarie hanno inviato una comunicazione d’urgenza ai sindaci dei comuni interessati affinché emanino ordinanze restrittive. Il monito è chiaro: vietare tassativamente il consumo di frutti di mare crudi. Il virus dell’Epatite A è infatti estremamente resistente e solo una cottura prolungata (oltre i 5 minuti a temperature superiori ai 85°C) è in grado di inattivarlo.
Al centro dell’indagine epidemiologica c’è la modalità di trasmissione, che si ipotizza essere quella oro-fecale. Il sospetto principale ricade sulla gestione delle acque reflue: i mitili, organismi filtratori, avrebbero accumulato il virus entrando in contatto con scarichi infetti immessi illegalmente o accidentalmente in mare.
Le dita sono puntate su una criticità nota da tempo: la rottura della condotta fognaria in via Madonna del Pantano. Residenti e attivisti locali segnalano da mesi il malfunzionamento dell’infrastruttura, denunciando sversamenti che potrebbero aver compromesso la salubrità delle acque costiere.
Oltre al divieto di consumo di prodotti crudi, i medici raccomandano massima attenzione alle norme igieniche basilari, come il lavaggio frequente delle mani. L’Epatite A colpisce il fegato e, sebbene raramente letale, può causare sintomi debilitanti quali nausea, ittero, febbre e forti dolori addominali.