
Corruzione, frode, riciclaggio e utilizzo di fatture false, appalti truccati sono questi gli ingredienti che hanno dato vita ai tre filoni del processo Ghost tender, nei giorni scorsi ci sono state le prime condanne per due degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Nel 2018 la dda di Firenze a seguito di un’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Lucca aveva arrestato 5 persone, per appalti dell’Asl 3 di Napoli sud che secondo le accuse sarebbero stati aggiudicati a ditte ma per lavori mai eseguiti. Una situazione che sarebbe stata orchestrata in lucchesia, con protaonista l’imprenditore Alfredo D.R. di Casapesenna ma residente nella città toscana, Feliciano P. e Leonardo P., questi ultimi due imparentati tra loro uno residente a Caserta e l’altro a Montecarlo che si sarebbero aggiudicati oltre 50 appalti della Asl 3 di Napoli Sud, per lavori di somma urgenza e “cottimi fiduciari”, lucrando complessivamente circa 6 milioni di euro. L’inchiesta ha generato tre diversi procedimenti penali e per uno di essi si è concluso il primo grado con la condanna, decisa dal gup di Firenze, Sara Farini, di Feliciano P. e della moglie, Giovanna C., 48enne di Casapesenna L’uomo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione, ed è stato interdetto inoltre dai pubblici uffici e per 3 anni non potrà contrattare con la pubblica amministrazione, per lui il giudice ha escluso l’aggravante mafiosa dalla Dda di Firenze, ma il giudice l’ha esclusa. La moglie, assolta dal reato di associazione a delinquere, è stata ritenuta responsabile solo di corruzione e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, condannata a 3 anni e 4 mesi di reclusione.