
I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato cinque loro colleghi della Tenenza di Sant’Antimo. Gli arrestati sono tutti agli arresti domiciliari, di altri tre militari è stata disposta la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per un anno. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, omissione di atti d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. A condurre le indagini il Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. I carabinieri indagati sono accusati di aver assicurato libertà di movimento e impunità a esponenti vicini al boss Pasquale Puca,. Le indagini sono partite dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Claudio Lamino. Nel corso dell’inchiesta sarebbe emerso anche che era stato concepito un piano per allontanare dalla tenenza di Sant’Antimo un maresciallo: il sottufficiale sarebbe stato pedinato e fotografato dal clan per intimidirlo e ricattarlo, poi fu fatta esplodere una bomba carta sotto la sua vettura, costringendo l’Arma a disporne il trasferimento per motivi di sicurezza.