
Al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Napoli Nord, le fiamme gialle di Aversa hanno eseguito sette ordinanze applicative di misure cautelari, di cui cinque di custodia in carcere e due degli arresti domiciliari, e decreti di sequestro preventivo di beni immobili, rapporti finanziari e partecipazioni societarie per circa 13 milioni di euro.
I destinatari delle ordinanze sono accusati di far parte di una associazione per delinquere, con base nell’Aversano, finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti nel settore edile, e ad ottenere i conseguenti sgravi tributari, anche e soprattutto a conseguire la percezione di indebite contribuzioni da parte degli Enti previdenziali ed assistenziali.
In carcere sono finiti un 34enne ed un 53enne di San Cipriano d’Aversa; un 54enne ed un 65enne di Casal di Principe; un 57enne di Gricignano di Aversa.
Ai domiciliari invece sono stati ristretti un 29enne di Casal di Principe e un 47enne di Gricignano di Aversa. Coinvolte quattro società di costruzioni edili, una di di Carinaro; e tre di Casal di Principe.
Dagli accertamenti dell’Inps, in relazione al corretto adempimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali, sarebbe emersa la fittizia instaurazione di rapporti di lavoro ad opera di tre società al solo fine di ottenere fraudolentemente le indennità di disoccupazione, di maternità, di cassa integrazione e gli assegni famigliari.
La contabilità delle tre società, riconducibili di fatto a due imprenditori, sarebbe stata seguita dallo stesso studio associato di consulenza del lavoro di San Cipriano d’Aversa. I professionisti, padre e figlio, avrebbero fatto da vera e propria cabina di regia, prestando stabilmente la propria consulenza specialistica ed assicurando i rapporti con altre società operanti nel settore edile. Le società, pur carenti di ogni struttura aziendale e in assenza di acquisti che potessero giustificare le prestazioni rese, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero emesso fatture false nei confronti di altri soggetti economici (anch’essi, spesso, gestiti dallo studio associato) per ottenere un duplice fine: il primo, di favorire in capo agli utilizzatori un indebito risparmio di imposta attraverso la contabilizzazione di costi mai sostenuti; il secondo, ben più ingegnoso, di dare prova di operatività alle società e quindi un volume d’affari che potesse consentire la fittizia instaurazione di centinaia di rapporti di lavoro subordinato.
In questa ottica, gli illeciti tributari contestati si sarebbero quindi rivelati strumentali alle successive truffe ai danni dell’Inps poiché, proprio in seguito alle false assunzioni, negli anni dal 2011 al 2014, venivano richieste prestazioni previdenziali per 4.200.000 euro circa in relazione ad oltre 600 posizioni lavorative, i cui relativi compensi erogati venivano poi trattenuti, in larga parte, dagli stessi consulenti. Le indagini avrebbero consentito, anche, di acquisire ulteriori elementi, sintomatici di una più che disinvolta gestione dei rapporti con la manodopera; in particolare, sarebbe emerso che il legale rappresentante di una società si sarebbe rivolto ai consulenti per regolarizzare un rapporto di lavoro a seguito di un grave incidente nel quale restava vittima un carpentiere assunto in nero.
Il consulente, poi, si sarebbe adoperato per far in modo che, nelle banche dati dell’Inail, potesse risultare, a seguito di una sua comunicazione online, una retrodatazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro al giorno precedente a quello dell’incidente.
Le misure in esame hanno riguardato anche i rappresentanti legali di un’altra società le cui condotte, emerse dalle indagini dei finanzieri a seguito di un’attività ispettiva dell’Agenzia delle Entrate, sarebbero consistite nel generare un volume d’affari, ritenuto inesistente, finalizzato al perseguimento dei medesimi scopi già citati, con la costituzione di ulteriori 108 rapporti di lavoro ritenuti fittizi, in conseguenza dei quali venivano indebitamente percepite indennità assistenziali di disoccupazione per oltre 800mila euro.
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