La Procura di Aversa ha disposto la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per un imprenditore 36enne di Caivano, ritenuto responsabile della morte di Salvatore Calignano, l’operaio 61enne residente ad Orta di Atella deceduto il 3 ottobre. Le accuse a suo carico sono omicidio colposo aggravato e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.

Il 2 ottobre Calignano è precipitato da circa 8 metri dal tetto di un capannone a Caivano mentre eseguiva interventi di coibentazione in assenza delle misure di sicurezza e protezioni anti-caduta. Insieme a lui lavoravano altri due operai, tutti impiegati in nero.

A fare luce sulla vicenda sono state le telecamere di videosorveglianza, che hanno smentito l’ipotesi che il corpo fosse stato spostato. Per coprire il rapporto irregolare, il datore di lavoro ha formalizzato l’assunzione dell’operaio solo dopo l’incidente, retrodatandola. Drammatica la testimonianza di un passante, che ha riferito la frase detta dall’imprenditore al 61enne agonizzante: «Non ti preoccupare: se ti chiedono qualcosa dici che ti hanno investito e l’assicurazione ti paga».

Nel pomeriggio si sono svolti i funerali nella chiesa di San Massimo a Orta di Atella, dove la comunità si è stretta attorno alla famiglia tra sgomento e rabbia per un ennesimo caso di morte sul lavoro. L’esito dell’autopsia ha confermato lesioni devastanti compatibili con la caduta dall’alto, aggravando la posizione dell’imprenditore e del committente dei lavori, anch’esso indagato.

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