La Polizia, a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aversa, ha eseguito un’ordinanza cautelare con la quale è stata disposta l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di un 46enne, accusato di maltrattamenti contro familiari e di atti persecutori, nonché della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa nei confronti di un 63enne e di un 46enne, rispettivamente padre e fratello del primo.

In particolare, le indagini sono state avviate nell’agosto scorso quando la moglie dell’arrestato aveva sporto formale denuncia presso il Commissariato di Polizia di Aversa riferendo che, a seguito della decisione di separarsi dal coniuge e di allontanarsi quindi dalla casa familiare, l’uomo avrebbe iniziato ad assumere atteggiamenti persecutori nei suoi confronti. La donna, oltre a raccontare un vissuto di vessazioni patite durante il matrimonio, ha raccontato di come suo marito avrebbe iniziato a pedinarla quotidianamente, in particolare dal mese di settembre, quando aveva deciso di tornare a vivere con i genitori, a tempestarla di telefonate e ad inviarle messaggi dal contenuto offensivo e fortemente intimidatorio, tanto da indurla a temere seriamente per la propria incolumità.

Dalle indagini è emerso che l’uomo, mosso da un irrefrenabile rancore, avrebbe assillato continuamente l’ormai ex moglie, pedinandola e appostandosi presso il luogo di lavoro e l’abitazione dei genitori dove la stessa aveva deciso di tornare a vivere per sottrarsi ai soprusi del marito, che non accettava la decisione della donna di giungere alla separazione. L’ossessiva gelosia lo avrebbe spinto ad assumere condotte intimidatorie anche nei confronti del nuovo compagno della donna e, spalleggiato dal padre e dal fratello, di un vicino di casa, che riteneva a sua volta responsabile di avere intrattenuto una relazione con l’ex moglie.

La Procura della Repubblica ha così ritenuto indispensabile richiedere all’Ufficio del G.i.p. l’applicazione della più afflittiva delle misure cautelari, la custodia in carcere, nei confronti del 46enne, per il grave allarme che avrebbe suscitato nelle vittime con i suoi comportamenti.

Il padre e il fratello dell’arrestato invece, sono stati indagati per le minacce ai danni del vicino compiute per difendere l’onore del congiunto.