Italia dellAversana uccisa ad AversaSi è tenuta ieri presso il Tribunale di Napoli Nord della città normanna, la terza udienza del processo riguardante l’omicidio di Italia Dell’Aversana avvenuto il 6 ottobre 2015, in via Costantinopoli ad Aversa. Secondo l’accusa i due presunti assassini, Gligo Sejedovic 39enne slavo, residente nel campo Rom di Scampia, e  Gianfranco Gallotti 44enne di Napoli residente ai Colli Aminei, alle 7 del mattino di quel terribile giorno, avrebbero investito la donna con una Peugeout 305 grigia, con l’obiettivo di rubarle la borsa.

La vittima riportò ferite gravi che le provocarono la morte, sopraggiunta dopo alcune ore di sofferenza. I due imputati furono arrestati il 15 ottobre, a seguito di un’indagine condotta dai Carabinieri di Aversa che, individuarono i due uomini, analizzando le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza situate nella zona. Inoltre i due sarebbero stati identificati anche grazie alla vendita del telefono cellulare della vittima. Secondo l’accusa infatti, i due uomini, il mattino seguente all’omicidio circolavano di nuovo per le strade di Aversa con l’intento di compiere altri scippi e con la stessa violenza avrebbero derubato anche una cittadina Ucraina che abita a San Marcellino, per poi rivendere anche il suo cellulare. Grazie all’utilizzo da parte di ignari acquirenti dei telefoni rubati ad Italia dell’Aversana e alla donna Ucraina ci fu una svolta nelle indagini. Rintracciata la refurtiva, i nuovi proprietari  confessarono da chi avevano acquistato illegalmente la merce consentendo di raccogliere nuovi elementi a carico dei presunti assassini.

Gligo Sejedovic, ha chiesto il rito abbreviato, mentre Gianfranco Gallotti, attraverso il suo legale Goffredo Grasso, ha chiesto una perizia sui fotogrammi scattati per provare la sua innocenza sottolineando di non essere lui il passeggero dell’auto. Il difensore ha contestato che nella rapina consumata il giorno dopo ai danni della donna ucraina, lo slavo venne ripreso da una telecamera, dalle cui immagini è emerso che era da solo. In particolare, dai fotogrammi emergerebbe la figura di Gligo Sejedovic mentre scende dall’auto, subito dopo prende a schiaffi la povera vittima, rubandole la borsa, e poi scappa via.

Il giudice ritenne pertanto indispensabile nominare un perito per esaminare i rilievi fotografici estrapolati dalle telecamere situate in Via Costantinopoli. La perizia depositata va a favore della difesa di Lucio Gallotti, secondo il perito infatti non è possibile, allo stato dei fatti, definire con sicurezza se Gallotti si trovasse a bordo dell’automobile assassina.

La famiglia della vittima, difesa dall’Avv. Paolo Trofino, ritiene però che la perizia è assolutamente ininfluente ai fini del processo, in quanto ci sarebbero ben altri elementi, contro l’uomo che lo collocherebbero seduto sul sedile passeggero anteriore della Peugeout 305 grigia. Acquisita la perizia, il Gip ha ritenuto utile per la decisione ascoltare anche il super testimone che al momento dei fatti si trovava fuori al bar di Via Costantinopoli, e che avrebbe visto tutta la spaventosa scena. Nell’udienza rinviata al 21 giugno sarà ascoltato il super testimone.