
Prosegue il processo sull’omicidio del piccolo Giuseppe di Cardito, ucciso il 27 gennaio 2019 a soli 7 anni. Accusato dell’efferato delitto Tony Essobdi Badre, compagno 25enne della madre. Dal processo, emergono nuovi drammatici dettagli sulle botte, sui colpi di bastone e sui soprusi che ha subito la piccola vittima insieme alle sorelle.
Per la morte del bambino è stata arrestata anche la mamma, Valentina Casa, 30 anni, che secondo gli inquirenti nei momenti dopo le violenze inferte al figlio, non avrebbe prestato immediato soccorso.
La donna davanti ai giudici ha ricostruito le brutalità dell’ex compagno Tony Essobdi Badre, che deve rispondere dell’omicidio volontario del piccolo e del tentato omicidio della sorella di 8 anni e di maltrattamenti nei confronti dei due bambini e della terza sorellina, che oggi ha 5 anni.
“Non si fermava più, buttava mazzate. Mentre picchiava i bambini, le mazze si sono spezzate. Picchiava i bambini anche quando sono caduti ” queste le parole della Casa, che per gli inquirenti non avrebbe aiutato il figlio mentre moriva sul divano, passandogli solo la pomata sul volto, senza chiamare i soccorsi.
Secondo la versione della donna invece, l’ex compagno, rivolgeva la violenze anche contro di lei: “Mi ha tirato i capelli e mi ha dato un morso”.
Tony Essobdi Badre dal banco degli imputati ha descritto il suo atto come “un raptus di follia di 5 minuti”, interrompendo spesso la sua versione dei fatti con i “non ricordo”.
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Nei mesi scorsi il 25enne era stato intercettato mentre provava a giustificare la ferocia dell’assassinio.