Un quadro criminale agghiacciante quello sventato in extremis dai Carabinieri del Comando di Caserta e dalla DDA di Napoli, culminato nell’esecuzione di un provvedimento di fermo nei confronti di cinque persone, poi confermato con la custodia cautelare in carcere dal GIP di Napoli Nord, che ha disposto il contestuale trasferimento degli atti a Napoli per competenza territoriale.

Vincenzo Russo, 44 anni, pregiudicato di Casoria già denunciato in passato dalla vittima per stalking e revenge porn, voleva punire l’ex compagna per averlo denunciato per violenze e per la decisione di interrompere la relazione, trasformando quella rivalsa in un vero e proprio progetto di morte commissionato alla camorra. Per azzerare le denunce ed eliminare la donna che un tempo diceva di amare, Russo ha pattuito la cifra di 20.000 euro, di cui 5.000 euro già versati come acconto, rivolgendosi direttamente ad Andrea Autiero, 65 anni, storico esponente della fazione Russo-Schiavone (i cosiddetti “scusuti”) del clan dei Casalesi ed ex referente del cartello mafioso a Gricignano d’Aversa. Autiero era tornato in libertà da pochissimo tempo dopo aver scontato oltre vent’anni di reclusione, gran parte dei quali trascorsi al regime del 41-bis.

Il piano spietato e metodico era già nella sua fase operativa: grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti hanno scoperto che il commando si era già procurato telefoni cellulari puliti e automobili con targhe clonate per sfuggire ai controlli. Il mandante aveva fornito ai sicari foto, informazioni personali e persino le chiavi dell’appartamento della vittima: la donna doveva essere sequestrata in casa, portata in un luogo isolato, uccisa a coltellate e il suo corpo fatto sparire per sempre.

Le indagini hanno intercettato e bloccato la spedizione punitiva prima che venisse messa in atto, ma il quadro accusatorio a carico di Autiero include anche due recenti raid intimidatori a colpi di arma da fuoco a Gricignano d’Aversa, uno indirizzato al distributore di carburante del sindaco e l’altro ai danni di un’attività di sale e tabacchi. L’operazione ha portato al fermo di altri tre soggetti complici, al sequestro di 6.000 euro in contanti e un assegno da 1.000 euro, mentre il capoclan 65enne è stato scortato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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