Si è spenta a 69 anni nel carcere dell’Aquila Anna Aieta, figura di primissimo piano della criminalità organizzata campana e moglie di Francesco “Ciccio” Mallardo, lo storico capoclan di Giugliano deceduto nel 2025. A rendere nota la notizia sono stati i manifesti funebri apparsi nelle ultime ore tra le strade di Napoli, in particolare nei quartieri Arenaccia, Vasto e nella zona di Sangiovanniello.

La donna era ristretta in carcere a seguito del blitz scattato nel novembre 2016, un’imponente operazione antimafia condotta dalla DIA contro il clan Mallardo che portò a 18 arresti e al sequestro preventivo di beni per un valore superiore ai 10 milioni di euro. Negli anni, gli inquirenti le avevano contestato reati gravissimi, tra cui associazione di tipo mafioso, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

Secondo le ricostruzioni investigative, Anna Aieta non era soltanto la moglie del boss, ma una vera e propria reggente del clan. Sfruttando la carcerazione del marito, aveva assunto un ruolo di comando nelle dinamiche strategiche ed economiche della cosca giuglianese.

Il suo profilo risultava centrale anche per la tenuta dei grandi equilibri criminali della regione: la Aieta rappresentava infatti la garante dell’alleanza con i potenti gruppi Contini e Bosti, attivi nel centro di Napoli. Un patto di ferro cementato dai legami di sangue, dato che le sue sorelle, Maria e Rita, erano sposate rispettivamente con i boss Eduardo Contini e Patrizio Bosti, a capo della cosiddetta Alleanza di Secondigliano. Si chiude così la parabola della donna che per anni ha tirato le fila della cosca giuglianese dentro e fuori dalle mura carcerarie.

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