I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due persone ritenute responsabili di favoreggiamento personale.

Secondo le ricostruzioni dell’Antimafia, i due indagati avrebbero fornito un supporto determinante per consentire al latitante di sottrarsi sia alle indagini sia all’esecuzione della pena detentiva irrogata per altri reati.

Aloia, legato al clan Luongo-Cavone-Aloia, si era reso irreperibile nell’agosto del 2024 non rientrando in cella dopo un permesso premio. La sua fuga si era interrotta il 25 dicembre dello scorso anno, quando i militari lo avevano scovato e arrestato in un appartamento a Gricignano d’Aversa.

A dare un’accelerazione decisiva alle ricerche, come precisato dal Procuratore aggiunto Sergio Ferrigno, era stato l’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso il 17 dicembre 2025 a Scisciano.

A una settimana da quel fatto di sangue scattò il blitz. Ora la Dda ha chiuso il cerchio sulla rete di fiancheggiatori che ne avrebbe garantito la latitanza.

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