
La Cassazione ha confermato la detenzione in carcere per Michele Barone, l’ex prete del Tempio di Casapesenna espulso dalla Chiesa con decreto firmato da papa Francesco lo scorso maggio, dopo le denunce per abusi sessuali ai danni di due ragazze e maltrattamenti durante gli esorcismi su di una minore.
Durante il processo, avuto luogo ieri a porte chiuse presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i giudici hanno respinto il ricorso della difesa dell’ex sacerdote 43enne, contro la misura cautelare degli arresti in carcere.
Barone, nel febbraio dello scorso anno venne fermato, di ritorno da un viaggio a Cracovia, dalla Polizia all’Aeroporto di Napoli Capodichino, insieme ai genitori della 15enne sottoposta a “riti liberatori dal maligno”.
Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, il prete avrebbe ingenerato nelle vittime la convinzione di essere possedute da satana, e le avrebbe sottoposto a trattamenti disumani e lesivi della loro dignità dopo essersi approfittato della loro fiducia. Nel corso dei quotidiani riti di ‘liberazione e purificazione dell’anima’, le vittime – secondo gli inquirenti – sarebbero state violentemente percosse, ingiuriate e minacciate. In particolare, nel corso degli esorcismi avrebbe provocato lesioni irreversibili all’orecchio della minorenne.
L’imputato risponde anche di violenza sessuale nei confronti di due fedeli. Le vittime sarebbero state costrette a subire – contro la loro volontà – atti sessuali, consistiti in palpeggiamenti in zone erogene, nella sottoposizione forzata a denudazione e nella aberrante prassi di dormire, nude, insieme a lui e alla sua amante.
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